Il Tirreno

Prato

grande distribuzione 

Conad voleva aprire lunedì «Qualcuno chiede di lavorare»

Maria lardara

Il titolare poi si è adeguato all’ordinanza della Regione Al sindacato Filcams-Cgil non risulta una diminuzione del fatturato dei supermercati 

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prato

«C’è un cambio di programma: contrariamente a quanto avevamo annunciato, nei giorni di Pasqua e Pasquetta saremo chiusi». L’orologio segna le 15 quando compare questo post sulla pagina Facebook del supermercato Conad di via Catani. Dietrofront. C’è voluta un’ordinanza firmata dal governatore Rossi poche ore prima per “blindare” le festività pasquali dal pericolo di un assalto ai carrelli. Perché, se è vero che a Prato tutti i supermercati si sarebbero fermati a Pasqua, a Pasquetta la musica sarebbe stata diversa. Aperti i discount Lidl ed Ekom mentre Esselunga, Pam e Conad avrebbero fatto mezza giornata. Giù il bandone per Coop, come sempre nei festivi. L’ordinanza obbliga tutti alla chiusura, con buona pace delle catene. «Rispettiamo l’ordinanza e ci adeguiamo. Per quanto riguarda le aperture in questo periodo – puntualizza Tommaso Signorini, socio di Conad del Tirreno – la nostra priorità è la salute del personale. Finché sarò sicuro di riuscire a tutelare e a far sentire tranquilli i miei collaboratori, continuerò a mantenere la politica di aperture nei festivi. Quando non ci saranno più le condizioni per far lavorare tutti in tranquillità, saremo i primi a fare marcia indietro». Signorini snocciola una serie di provvedimenti adottati per rafforzare la sicurezza dei suoi 350 dipendenti. Mascherine, occhiali, guanti, sanificazione dei locali e dei carrelli una sera sì e una no. E poi una riorganizzazione dei turni di lavoro. Vista una minore affluenza ai reparti del fresco, il personale è stato ridistribuito fra le corsie. E gli universitari contrattualizzati per il weekend ora vengono impiegati nell’arco della settimana. «Con questa organizzazione i lavoratori hanno orari più “blandi” – sottolinea Signorini – Quelli in turno a Pasquetta avrebbero avuto due giorni di recupero. Qualcuno ci ha chiesto di lavorare in quel giorno». Intanto all’osservatorio della Filcams Cgil non risulta il calo di fatturato del 10-12% a livello di grande distribuzione sul territorio. Con la stretta sugli spostamenti, si frequenta meno i supermercati ma è vero che si compra di più. Ma non sono sempre rose e fiori. Stando a fonti sindacali, la Pam ha chiesto la cassa in deroga per il personale degli uffici di via Ferrucci (Il Tirreno ha provato a chiedere alla direzione regionale della catena senza avere conferma). Il sindacato non è così convinto che gli affari vadano peggio per i supermercati. «Il fatturato si riduce se la gente non va a fare la spesa. Non può esserci un calo orizzontale spalmato su tutte le catene», osserva Alberto Santini della Filcams Cgil. Vietato abbassare la guardia. «Giusto limitare le aperture in una settimana cruciale – conclude la Filcams – nell’ottica di garantire salute e sicurezza». —

Maria lardara

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