Meteo
Aumentano scippi e rapine ma calano i furti in abitazione
Il bilancio dei reati stilato in occasione della cerimonia per il 168° anniversario della fondazione della polizia
prato
Aumentano le rapine e gli scipi, diminuiscono i furti in abitazione e più in generale i reati in provincia di Prato. Lo si ricava dal bilancio diffuso dalla Questura in occasione delle celebrazioni per il 168° anniversario della fondazione della polizia di stato.
In particolare, il totale dei reati denunciati alla polizia nel periodo compreso tra il 1° aprile 2019 e il 31 marzo 2020 è stato di 3.342, in netta diminuzione rispetto ai 3.921 reati denunciati nel corrispondente periodo dell’anno precedente. Come detto, aumentano gli scippi (da 29 a 42) e i furti nei negozi (da 144 a 162). Aumentano le rapine (da 70 a 108, soprattutto sulla pubblica via, ma nemmeno una in banca). E diminuiscono i furti nelle abitazioni, uno dei reati che desta maggior allarme sociale. Erano stati 354 a cavallo tra il 2018 e il 2019 e sono stati 217 negli ultimi 12 mesi. Ovviamente sono quelli che vengono denunciati, e solo alla polizia, perché il numero totale in provincia di Prato è notevolmente più alto. Per il resto aumentano le estorsioni e diminuiscono le frodi informatiche, così come i reati legati allo spaccio di stupefacenti.
I numeri dei primi mesi dell’anno risentono del blocco della circolazione delle persone e dunque c’è stato un minor numero di passaporti rilasciati, ma forse significativamente sono più che raddoppiate le pratiche per il rilascio o il rinnovo del porto d’armi nel primo trimestre: da 52 a 113. Nell’ultimo anno ci sono state 43 espulsioni di persone senza permesso di soggiorno, 159 accompagnamenti ai Centri di permanenza per il rimpatrio, 347 ordini del questore (spesso ignorati), ben 14 rimpatri volontari. La polizia ferroviaria ha scortato 260 treni e identificato 3.555 persone.
«I futuri scenari - spiega la Questura in una nota - risentiranno inevitabilmente delle ricadute indotte dal particolare periodo che stiamo vivendo e presenteranno senza dubbio profili attinenti il regolare ripristino della vita collettiva sia sotto l’aspetto del mantenimento dell’ordine pubblico che sotto quello, insidioso, dei possibili tentativi delle criminalità organizzata di approfittare dell’incerto quadro economico, che si va prospettando, per infiltrarsi illecitamente nei meccanismi connessi alla “ripartenza” del Paese». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
