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Cgil: «Pronti a discutere su come e in che modo riprendere a lavorare»
PRATO
«La salute, prima di tutto, e sopra a tutto. È un concetto semplice, non è difficile da capire, anche da parte degli imprenditori, che invece fanno fatica a comprenderlo». È quanto afferma Lorenzo Pancini, segretario generale della Cgil di Prato. «Anche noi siamo fortemente preoccupati – continua Pancini – sulle conseguenze che determina già ora l’emergenza sanitaria. È comprensibile che lo siano pure le imprese e gli imprenditori. Anche noi vediamo gli effetti negativi per il lavoro e i lavoratori, per questo non ci stanchiamo di continuare a chiedere strumenti duraturi di sostegno ai redditi. Ma non possiamo essere noi a decidere quando aprire. Una decisione che non è neppure interamente nelle mani della politica. Non possiamo permetterci di ripartire per poi richiudere subito dopo, perché è scoppiata una seconda ondata dell’epidemia, che probabilmente sarebbe, a detta degli esperti, più violenta della prima».
E poi ripartire come? Un interrogativo non da poco. «La riapertura, quando gradualmente avverrà – prosegue il segretario generale della Camera del Lavoro – deve avvenire, in ogni luogo di lavoro, con tutte le garanzie e le tutele necessarie. Non è questione scontata, al di là della buona volontà dei datori di lavoro, che non metto neppure in discussione. C’è da dubitare che la maggioranza degli ambienti di lavoro a Prato siano adeguati a garantire la salute dei lavoratori, se non vengono riorganizzati o non si prendono misure efficienti in tal senso. Siamo pronti a discutere, da subito, ma non sul quando, ma sul come e in che modo. Per ripartire occorrono tutte queste condizioni».
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