Il presidio
Riduzione consensuale dell’affitto. Il Sunia propone il compromesso
Prato, ci sono casi in cui gli inquilini non riescono più a pagare, lo sconto è possibile ma va registrato all’Agenzia delle Entrate
PRATO. L’ultima telefonata è stata quella di un proprietario, ieri mattina. Uno che si è messo la mano sulla coscienza vista l’emergenza coronavirus che corre parallela a quella economica e svuota sempre più le tasche dei pratesi. Il suo inquilino è uno studente universitario straniero con i genitori che vivono all’estero, anche loro costretti al lockdown che non permette loro di raggiungere un money transfer per il trasferimento di denaro. Pagatore puntuale, è stato il ragazzo a chiedere al proprietario di appellarsi al Sunia, il sindacato degli inquilini che ha sede in piazza Mercatale, per cercare di contrattare il canone. «Come farò a pagare l’affitto?». Suonano più o meno così le decine e decine di telefonate o mail che arrivano quotidianamente al centralino del Sunia. La perdita del lavoro per gli addetti nei servizi, nel commercio o è a partita Iva sta mettendo in ginocchio tante famiglie che non possono usufruire di misure a sostegno per l'affitto perché non inserite nelle pieghe dei vari decreti governativi. Ma una soluzione è possibile.
Nell’ultima settimana il Sunia ha firmato tre accordi di riduzione temporanea del canone d’affitto. Lo “sconto” viene richiesto soprattutto per i mesi di marzo, aprile, maggio e spesso anche giugno. «In un caso, su un canone di 800 euro abbiamo ottenuto un ribasso di 300 euro», fa sapere Maura Petri che gestisce lo sportello Sunia a Prato. Inquilini e proprietari possono dunque trovare un compromesso per tagliare il canone di locazione in questo momento di difficoltà, con la mediazione del sindacato: per evitare di pagare le imposte sui canoni non riscossi è necessario che l'accordo venga registrato entro 30 giorni. Nella scrittura dell'accordo occorre fare riferimento al contratto in essere, indicando i dati di locatore e inquilino e riportando il canone annuale inizialmente stabilito, l'ammontare ridotto su cui è stato trovato l’accordo insieme al numero di mesi per i quali l'inquilino pagherà l'importo più basso. Ma un’alternativa potrebbe essere quella di far sottoscrivere scritture private che prevedano la compensazione fra i canoni di affitto e il deposito cauzionale, soprattutto in caso di lavoratori a corto di ammortizzatori sociali.
Secondo l’osservatorio del Sunia pratese, sono soprattutto i titolari di partita Iva, collaboratori, precari a chiedere informazioni su questo strumento per alleggerire gli affitti, in attesa che a Prato vengano destinati i fondi regionali per il sostegno straordinario alla locazione. Si parla di otto milioni da suddividere fra i Comuni: la delibera della giunta regionale è di pochi giorni fa.
«Ma manca anche la ripartizione fra le amministrazioni comunali - fa notare il vicesindaco Luigi Biancalani, delega al sociale - A maggio, come ogni anno, usciremo con il nostro bando per assegnare i contributi che permettono un rimborso dei canoni di locazione. Uno strumento sul quale l’anno scorso avevamo investito 250mila euro». Bisogna dunque ancora aspettare. —
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