Il Tirreno

Prato

ospedale santo stefano 

Novanta pazienti Covid 19 e ventitré in terapia intensiva

Alessandro Formichella
Infermieri in un reparto di terapia intensiva (foto archivio)
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Infermieri in un reparto di terapia intensiva (foto archivio)

Prato, sono questi i numeri, anche se solo in parte confermati dall’Asl Toscana centro, della pandemia nel nostro territorio

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PRATO. Una novantina i casi di coronavirus, di persone affette dal Covid 19 ricoverate all’ospedale di Prato, il Santo Stefano. Ventidue i pazienti ricoverati, invece, in condizioni migliori, nella palazzina dell’ex ospedale vecchio, dove un tempo c’era il reparto malattie infettive. Sono questi i numeri, anche se solo in parte confermati dall’Asl Toscana centro, della pandemia nel nostro territorio. E il “mostro”, come qualcuno lo ha già chiamato, di numeri ne dà altri; 23 persone sarebbero in condizioni gravi trovandosi attaccate ai ventilatori polmonari in terapia intensiva, la rianimazione, e a due di queste sarebbe stata eseguita anche la tracheotomia data la gravità dell’insufficienza respiratoria. Una situazione dove si è reso necessario operare addirittura in modo ancora più deciso, nel tentativo di salvargli la vita.

I ritmi di lavoro sono incessanti; diversi operatori sanitari, paramedici e medici, che lavoravano in altre strutture ospedaliere fuori dalla Toscana, chiesta la loro disponibilità sarebbero rientrate al lavoro nell’ospedale di Prato che in questi giorni offre i suoi letti non solo ai pazienti pratesi, ma anche a quelli di Pistoia e Firenze. Sono diversi i settori, così si chiamano ora i reparti ospedalieri, convertiti ai pazienti di Covid 19. L’uno, il due e il tre sono impegnati solo per gli affetti dal virus, mentre il settore sei è quello cosiddetto “bolla” con almeno altre otto persone che attendono gli esiti del tampone infettivo. Nel caso questo risulti positivo, i pazienti vengono portati negli altri reparti, altrimenti rimandati a casa. Poi restano attivi il settore di infettivologia e la terapia intensiva appunto che è arrivata ad avere 40 posti letto con i relativi ventilatori meccanici, di cui 23 ora impegnati. Una situazione che può sembrare migliore di altre città toscane e soprattutto di Pistoia dove la scorsa settimana il suo ospedale era al collasso. Ma pur sempre una situazione critica. Non si conosce con precisione il numero delle persone in auto-isolamento volontario, che magari sono state vicine ad altre colpite dal Covid e che hanno deciso per una quarantena ancora più stringente. I numeri si modificano, ma il coronavirus non sembra cedere. –
 

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