Il presidio
Rsa di Comeana, 28 positivi e si arrabbia anche il sindaco
Contagiati 14 operatori e altrettanti anziani. Prestanti: «Un fatto inaudito, non siamo stati ascoltati». L’ira della direttrice: «Gestione da terzo mondo»
prato
Il dato che un po’ tutti temevano alla fine è arrivato: 28 casi positivi, divisi a metà tra ospiti ed operatori. Tutti asintomatici, neppure uno starnuto ma positivi. Ed è arrabbiata la direttrice della casa di riposo di Comeana, Paola Lombardi, per come la situazione è stata gestita. Lì, dall’inizio dell’emergenza coronavirus, nella struttura a due passi dalla chiesa del paese, c’erano già stati in tre settimane dieci contagiati e cinque decessi tra gli anziani. «Tante volte, fin da quando il 9 marzo abbiamo avuto i primi casi positivi – sottolinea a sera, con i risultati in mano – avevamo chiesto controlli a tappeto. Sono stati tamponati all’inizio solo quindici ospiti: quelli che accusavano sintomi. Poi più niente, fino a mercoledì, nonostante che altri due anziani si fossero nel frattempo ammalati». Troppi tardi forse, secondo la direttrice. «Il 23 marzo – dice – per noi operatori è finito infatti l’isolamento fiduciario e chi ha avuto necessità magari è tornato nel frattempo a fare la spesa». Con il rischio di essere a sua volta fonte di contagio. Il caso non è solo quello di Comeana. Tra Empoli, Pistoia e Prato, quando ieri pomeriggio hanno iniziato a circolare i primi dati parziali, già si parlava di una sessantina di casi. I numeri della struttura carmignanese sono però ancora peggio: 14 anziani positivi su 23 totali, 14 operatori contagiati su 28 (e un esame ancora in attesa di referto). Tutti asintomatici, senza neppure uno starnuto, un colpo di tosse o un linea di febbre. Ma positivi: magari meno infettanti di chi ha una sindrome influenzale, ma portatori di virus. In tutte le Rsa toscane dove da quattro giorni sono partiti controlli a tappeto la media di contagiati supera di poco il 13 per cento e sfiora quasi il 24 nell’Asl centro (ovvero nelle province di Prato, Pistoia e Firenze): nella casa di riposo a Comeana la percentuale raggiunge quasi il 50 per cento se si conteggiano pure i primi dieci casi. «Sarebbe stato meglio fare i tamponi prima – ripete la direttrice – Almeno prima che finisse l’isolamento fiduciario degli operatori. Ma non siamo mai stati ascoltati. Una gestione da terzo mondo». I 14 dipendenti positivi dovranno ora andare in quarantena: a casa propria o nei cosiddetti alberghi sanitari, per non esporre a rischi inutili i familiari. La casa di riposo si troverà costretta a gestire la struttura con metà del personale. Ma pure i 14 anziani positivi probabilmente saranno trasferiti: anche loro negli alberghi o nelle cure intermedie, se all’interno della casa di riposo non potranno essere isolati.
E anche il sindaco Edoardo Prestanti non lesina critiche. «Quello che successo è un fatto di una gravità inaudita. A più riprese, anche insieme agli altri sindaci, abbiamo chiesto in via ufficiale e a gran voce di estendere l’indagine epidemiologica relativamente al caso della Rsa di Comeana. Non siamo mai stati ascoltati e ieri, dopo quasi un mese dalla scoperta del primo caso, è emersa una situazione di una gravità inaudita. Chiediamo spiegazioni, ma soprattutto un intervento urgente per arginare la situazione e tutelare la salute dei nostri concittadini». Degli ospiti, dei familiari e di tutta la cittadinanza.
Situazione potenzialmente esplosiva anche alla Rsa Casa Serena di via Chiarugi a Prato, dove i positivi sono passati da 5 a 9. —
walter fortini
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