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Il test a pagamento impallinato da una valanga di critiche

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Una valanga di reazioni negative ha accolto l’idea del laboratorio privato di fare il tampone Covide-19 a pagamento.

Al consigliere regionale Nicola Ciolini (Pd) non torna il fatto che i campioni sarebbero analizzati dal solito laboratorio che lavora per la Regione, il Synlab, che stenta a rifornire di tamponi chi ne avrebbe più bisogno, cioè gli operatori sanitari. «Credo che in questo momento non ci debbano essere differenze fra chi può e non può pagare - dice Ciolini - Se ci sono strutture, e ben vengano, in grado di effettuare i tamponi, allora che lo facciano in convenzione con l'Asl. Quindi a carico totale della Regione. O in alternativa in un qualsiasi altro modo che però garantisca la completa parità d'accesso al servizio a tutti i cittadini. Chiederò al consiglio regionale di attivarsi in tal senso». Contraria anche la consigliera regionale Ilaria Bugetti (Pd): «In un momento del genere, dopo l’acquisto programmato da parte della Regione Toscana di centinaia di migliaia di tamponi e stick autorizzati, crediamo sia prioritario intercettare chi ha veramente bisogno di tamponi e test e consentire solo in seconda battuta a chi può permetterselo di fare il test in autonomia».

«Se ci sono istituti privati che sono pronti dalla prossima settimana a eseguire tamponi a pagamento lo facciano in convenzione con la Asl, a carico della Regione - ha detto il sindaco Matteo Biffoni - La salute è di tutti, non può essere un bene solo per chi può permetterselo. Per questo ho chiesto alla Regione di attivarsi».

Per il consigliere comunale Marco Biagioni «rschia di passare il messaggio, ancora una volta, che chi ha le possibilità economiche può accedere facilmente a un diritto che dovrebbe essere di tutti, mentre ci sono famiglie che non hanno soldi neanche per comprarsi da mangiare o cittadini per i quali 100 euro fanno la differenza in un periodo come questo. Sia il pubblico a regolare e indicare ai privati le modalità di accesso a questo servizio (per esempio questo strumento potrebbe essere utile per far pagare tampone per i lavoratori da parte delle aziende ancora in attività, ma di certo non al singolo cittadino che ne ha le possibilità)».

«Anche solo leggere una cosa del genere, in questo momento, fa venire i brividi - dice Diego Blasi di Prato 2040 a nome di Fugura - Riteniamo che la sanità privata debba mettersi al servizio del paese, evitando di speculare su una tragedia che sta piegando migliaia di cittadini. La sanità pubblica, purtroppo, non riesce a fare fronte a una necessità sempre maggiore di fare tamponi. L'idea che basti pagare 100 euro per avere invece questa possibilità è sconcertante. Passa un messaggio totalmente sbagliato: se le tue condizioni economiche te lo permettono puoi fare accertamenti, altrimenti no. È un messaggio negativo, soprattutto per un paese come il nostro che ha fatto della sanità pubblica un diritto universale». —

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