Il Tirreno

Prato

il “pesce” di cattivo gusto 

«Mi vietano il giornale» ma era uno scherzo

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Questo non è il momento più indicato per i pesci d’aprile, nonostante ieri fosse il giorno dedicato agli scherzi. Non è il momento soprattutto se sono di cattivo gusto, o peggio, sconfinano in un reato.

Il “pesce” di cui ci occupiamo è comparso ieri sulla bacheca di un utente pratese, fortunatamente visibile solo ai suoi amici. Si raccontava la storia di un povero cittadino uscito per andare a comprare il giornale e fermato da una pattuglia della guardia di finanza sulla pista ciclabile. Stando al racconto, i finanzieri minacciato di fargli una maxi-multa perché l’acquisto del giornale non rientra tra i motivi per i quali si può uscire di casa. In realtà per fortuna non è così, altrimenti queste righe d’inchiostro non avrebbero senso.

Il racconto assumeva poi toni drammatici, col malcapitato che viene portato in caserma e “perdonato” ma invitato a non farlo mai più perché era stato comunque segnalato e rischiava la recidiva. Ce n’era abbastanza per montarci un caso, ma alla fine il diretto interessato ha confessato di essersi inventato tutto, insomma era solo un pesce d’aprile.

“Solo”, in questo caso, è un parolone, perché con tutti i problemi che il paese sta affrontando in questi giorni non si vedeva la necessità di aggiungerne un altro, oltretutto gettando discredito sulla guardia di finanza, che potrebbe anche giustamente arrabbiarsi. —

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