Il Tirreno

Prato

Silli nella stanza dei bottoni con Salvini e Meloni: "Riaperture graduali, anche a Prato"

Giorgio Silli davanti a Palazzo Chigi con Matteo Salvini e Giorgia Meloni
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Giorgio Silli davanti a Palazzo Chigi con Matteo Salvini e Giorgia Meloni

Il deputato di "Cambiamo" ha partecipato al confronto tra il governo e i rappresentanti delle opposizioni

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PRATO. Pianificazione della riapertura delle aziende per settori produttivi, incarichi diretti senza gare d’appalto per gli enti pubblici sino a 10 milioni di euro, abolizione (o posticipo dell’entrata in vigore) del nuovo codice della crisi d’impresa. Sono le principali proposte che il deputato pratese Giorgio Silli ha portato oggi, 1° aprile, al tavolo nazionale del governo con le opposizioni parlamentari. “Gli imprenditori devono avere innanzi tutto un orizzonte temporale per capire come fare a difendersi: ho proposto di cominciare a pensare ad una riapertura graduale nelle aree meno a rischio e nei settori industriali dove non c’è promiscuità, come nel caso della maggior parte delle lavorazioni tessili”.

Silli ha partecipato alla riunione in rappresentanza del partito "Cambiamo! con Giovanni Toti’. Oltre al premier Giuseppe Conte e al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, hanno partecipato al meeting – durato oltre due ore – Matteo Salvini (Lega), Giorgia Meloni (FdI) e Antonio Tajani (FI). “Ho portato il grido di dolore anche delle nostre imprese – ha spiegato il deputato - chiarendo che dopo l’emergenza di questi giorni potrebbe essercene una ancora più grande se non si riescono a trovare 200 miliardi di euro. A questo proposito ho proposto di far emettere obbligazioni alle aziende partecipate dallo Stato, in modo da non sforare i parametri europei (visto l’aiuto che l’Europa per ora non vuole darci…). Le imprese che ho portato ad esempio quando ho descritto la situazione d’emergenza economica sono proprio quelle della mia città, Prato, che stanno ricevendo numerosi avvisi di mancato pagamento in queste ore da parte dei loro clienti. Vista l’urgenza e la difficoltà nel reperire risorse ho anche proposto norme a costo zero, come l’abrogazione o il posticipo di due anni dell’entrata in vigore del nuovo codice della crisi d’impresa che una volta divenuto efficace – da luglio - renderebbe le aziende in difficoltà più facilmente fallibili: è un momento in cui lo Stato deve accompagnare le imprese fuori dalla crisi, non affossarle”.

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