Italia
Arrivano anche a Prato le prime maxi-multe: 51 in soli due giorni
Sono 24 solo le sanzioni elevate dai carabinieri domenica 29. Complessivamente dall'inizio dell'epidemia 467 persone sono finite nel mirino delle forze dell'ordine perché non hanno saputo giustificare i motivi della loro uscita
PRATO. Sono arrivate anche a Prato le prime maxi-multe previste dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri approvato la scorsa settimana per punire che viene trovato in giro senza un valido motivo (esigenze lavorative, stato di necessità, salute). Soltanto i carabinieri, nella giornata di domenica, ne hanno fatte 24 nel corso dei controlli del territorio. Si tratta di persone che sono state fermate e non hanno saputo fornire una valida giustificazione del fatto che si trovassero all’esterno della propria abitazione.
Intanto la Prefettura ha comunicato l'aggiornamento delle sanzioni penali e amministrative comminate dalle forze dell'ordine durante i controlli fino alla giornata di lunedì 30. Proprio lunedì le persone controllate sono state 554, quelle sanzionate con maxi-multe perché non hanno fornito un valido motivo della loro uscita sono state 27. Tre le persone denunciate per altri reati e 314 gli esercizi controllati.
Complessivamente da quando è scattato il decreto per limitare i contagi, sono state controllate 7.125 persone. I denunciati per l'articolo 650 del codice penale sono state 456 persone. Va precisato che in questo numero sono compresi sia i denunciati fino alla modifica del decreto che i multati col nuovo decreto, che ha depenalizzato le sanzioni per chi esce di casa senza motivo, ma rendendo più pesanti le sanzioni. Sono invece 11 le persone denunciate per gli articoli 495 e 496 , cioè chi pur essendo in quarantena perché positivo o perché è stato a contatto con soggetti positivi al virus, è stato trovato fuori di casa. Sono state, inoltre, 68 persone le denunciate per altri reati. Tre gli arresti. Gli esercizi controllati sono statei 6.245, con un 1 titolare denunciato perché il suo negozio era aperto quando doveva restare chiuso e 2 titolari di esercizi sono stati sanzionati amministrativamente.
Tornando alle maximulte, solo per fare due esempi, c’è il padrone di un cihuahua che ha caricato il cane in macchina e, anziché fargli fare una passeggiata vicino a casa lo ha portato al parco di Galceti. Oppure quelli che sono stati fermati nel pomeriggio e si sono giustificati dicendo che andavano a fare la spesa all’Esselunga, dimenticandosi che in quell’orario il supermercato è chiuso. Insomma, nonostante i ripetuti e quotidiani appelli alla prudenza, c’è qualcuno che non riesce proprio a stare in casa e prova ad aggirare le regole sperando di non essere controllato.
Le nuove norme approvate la scorsa settimana teoricamente sono molto più severe, ma in pratica rischiano di essere meno efficaci. Rispetto alla prima versione, infatti, è stata aumentata la sanzione pecuniaria, ma è stata eliminata la denuncia penale. In altre parole, prima il trasgressore rischiava un’ammenda di 206 euro che sarebbe arrivata nella forma di un decreto penale di condanna e avrebbe macchiato il casellario giudiziale. Per questo molti avvocati avevano consigliato ai loro clienti (sono già quasi 500 dall’inizio dell’epidemia) di fare opposizione al decreto penale e chiedere di essere ammessi all’oblazione: alla fine avrebbero speso praticamente la stessa cifra evitando la menzione sul casellario. Ora invece il decreto prevede una sanzione da 400 a 3.000 euro senza il penale. Di solito, se non si è in presenza di recidivi, si applica il minimo e c’è la possibilità di pagare subito con lo sconto (circa 280 euro), ma nei casi di persone senza fissa dimora o con domicili o residenze fittizie (tocca alla Prefettura notificare gli atti) c’è il rischio concreto che le pratiche non vadano a buon fine.
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