Il distretto tessile chiude, Cavicchi chiede aiuto alle banche e allo Stato
Il presidente della sezione Sistema moda di Confindustria lancia l'allarme sulle conseguenze del blocco, soprattutto per le lavorazioni conto terzi
PRATO. Andrea Cavicchi, presidente della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord, chiede aiuto alle banche e allo Stato nel giorno in cui, in seguito al decreto del 22 marzo, chiude il 90% delle imprese del distretto tessile, passati anche i tre giorni di proroga ottenuti da Confindustria per poter portare a compimento le lavorazioni e mettere in sicurezza gli impianti.
"Come abbiamo più volte detto, chiudere tutta la produzione è un atto molto pericoloso, che rischia di compromettere in maniera irreparabile il futuro del nostro settore - commenta Cavicchi - Crediamo con la massima convinzione nell'importanza prioritaria della salute dei cittadini e dei nostri dipendenti. Pur avendo messo in atto tutte le prescrizioni di sicurezza dettate dal Governo, dobbiamo comunque sospendere la produzione, senza avere al momento una certezza sulla data di riapertura. Il grande rischio che il nostro sistema di produzione sta correndo, oltre a perdere la clientela, è quello di tipo finanziario. Nei prossimi mesi andremo incontro a una grande quantità di insoluti e/o alla cancellazione o forte riduzione degli ordini in corso. Il sistema moda del nostro paese, il più importante settore manifatturiero dopo la metalmeccanica, rischia veramente grosso. Se i produttori di tessuti o filato si troveranno, come accadrà certamente a molti, con gravi carenze di liquidità, questa situazione rischia di riversarsi lungo tutta la filiera, con effetti rovinosi soprattutto per le lavorazioni conto terzi".
L'allarme per la filiera è massimo. La distribuzione non uniforme del valore fra le varie fasi di lavorazione del tessile-abbigliamento, unita a fattori quali i costi energetici e del lavoro, aveva già reso molto più fragile la filiera pratese. Rendere disponibile la liquidità è una priorità assoluta, che la sezione Sistema moda intende affrontare insieme agli istituti di credito.
"Al Tavolo post-emergenza Covid-19, che abbiamo lanciato una settimana fa, hanno già aderito 75 aziende - conclude Cavicchi - Fra i primi atti che compiremo ci sarà sicuramente un incontro con le banche, insieme alle altre associazioni di categoria della moda. In questo periodo di post emergenza sanitaria, dove incontreremo una forte crisi del settore, avremo bisogno di un accesso al credito più semplificato e orientato alla tutela delle aziende inserite in una filiera produttiva. Dovranno venirci incontro un po' tutti, dai gestori dei servizi al fisco locale e nazionale, alle società di assicurazione crediti. Per quanto riguarda il lavoro, lo strumento della cassa integrazione oggi diventa ancor più strategica, non solo dal punto di vista sociale ma anche da quello economico. Per ripartire serviranno la forza e la determinazione di noi imprenditori e dei nostri collaboratori, ma anche una forte sensibilità da parte di tutti gli interlocutori: politica, banche, fisco, istituzioni locali e nazionali. Ne va del futuro del nostro distretto e del sistema moda italiano."
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