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Grazie allo smart working forte crescita di ordini per la TT Tecnosistemi
Le scorte dei computer portatili non sono state più sufficienti nei magazzini dove ha sede l’azienda guidata da Riccardo Bruschi
PRATO
I loro magazzini continuano a svuotarsi. Come gli scaffali dei supermercati. Qui però i generi alimentari di prima necessità non c’entrano. C’è fame di computer portatili che servono come il pane alle aziende chiamate a lasciare a casa i loro dipendenti nel boom dello smart working. Per tante aziende è una necessità imposta dall’emergenza coronavirus, per la Tecnosistemi è una tecnologia sviluppata da anni. Già pochi giorni prima che uscisse il decreto “Io resto a casa” le scorte dei portatili non erano più sufficienti nei magazzini di via Rimini, dove ha sede l’azienda guidata dall’amministratore delegato Riccardo Bruschi. Praticamente quintuplicato il trend di richieste di attrezzature da parte delle aziende, passando da una media di 400 a 2.500 dispositivi portatili nell’arco dell’ultimo mese. «Le nostre macchine rigenerate sono finite per prime – racconta Bruschi – Fortunatamente avevamo fatto un po’di scorta in magazzino cercando di anticipare il mercato». I tecnici della Tecnosistemi sono sempre all’opera: anche loro sperimentano in azienda la modalità del lavoro a distanza. A metà marzo, 20 su 80 dipendenti erano in telelavoro. Continue le telefonate da parte di aziende del settore tessile, logistica, servizi che hanno necessità di abilitare allo smart working tutto quel personale alla scrivania: manager, impiegati, commerciali, informatici. Ma una dotazione minima di pc e telefono non basta. In ogni buon ufficio virtuale che si rispetti servono soluzioni come la videoconferenza, l’archiviazione digitale dei documenti, la possibilità di avere un’assistenza tecnica da remoto e, perché no, la realtà aumentata. «Questa emergenza può trasformarsi in un’opportunità – sottolinea Bruschi – Può essere l’occasione per un cambio di mentalità, una riorganizzazione dei processi aziendali. Lo smart working non è solo uno strumento per far fronte alle emergenze. In questi giorni di uso forzato se ne colgono i vantaggi legati all’impatto sulla qualità della vita ma anche sull’ambiente» .
Meno traffico, meno inquinamento. La Tecnosistemi stima che una giornata di smart working alla settimana per ogni lavoratore determini un risparmio annuale individuale di 135 chilogrammi di Co2. Spesso l’innovazione digitale è difficile da far digerire. Ma la Tecnosistemi – che ha nel suo portafoglio di clienti in smart working un centinaio di aziende – ce la mette tutta. Ha persino messo in piedi una task force per supportare chi è alle prese con le strategie di smart working. «Abbiamo anche un digital blog, una rubrica per tenere aggiornati i clienti», aggiunge il responsabile marketing Federico Gufoni. Ma i collegamenti a distanza fanno bene anche al manifatturiero. La Tecnosistemi ha sviluppato insieme ad altri partner l’app Livemote che consente di guidare gli interventi tecnici da remoto. Un’ottima soluzione, ad esempio, per le aziende del meccanotessile che in questo periodo non riescono a mandare i tecnici all’estero. –
M. L.
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