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Morto nell’incendio, la famiglia vuole vederci chiaro
La procura ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo per il rigo del 10 marzo in cui morì Antonio Cecchi. Mercoledì il funerale del pensionato alla Pubblica Assistenza in forma strettamente privata
PRATO. Sarà dato mercoledì 18 alle 10 nelle cappelle del commiato della Pubblica Assistenza di Prato, che cura la cerimonia, l’ultimo saluto ad Antonio Cecchi, l’operaio pratese in pensione di 69 anni deceduto tragicamente il 10 marzo nell’incendio che ha devastato l’appartamento dove viveva con il fratello Lamberto e la cognata, al primo piano di una palazzina dell’Ater in via Andrea da Quarata. La salma verrà poi tumulata nel cimitero di Casale Tobbiana. In forza alle rigide disposizioni per il contenimento del coronavirus, si procederà solo al rito della benedizione della salma in forma strettamente privata riservato ai soli familiari, che hanno potuto fissarlo dopo l’arrivo del nulla osta da parte della autorità giudiziaria e che, per essere assistiti, si sono affidati a Studio3A-Valore Spa.
Carolina Dini, pm della Procura, ha aperto un procedimento penale per il reato di omicidio colposo, per ora contro ignoti, e ha disposto l’autopsia sulla vittima, che è stato effettuata sabato scorso dal consulente tecnico medico legale Brunero Begliomini. Il sostituto procuratore ha inoltre convalidato il sequestro dell’alloggio, cui avevano proceduto fin da subito i vigili del fuoco di Prato, accorsi per spegnere il rogo: l’appartamento, peraltro, è andato distrutto, e non è ovviamente utilizzabile, come del resto tutto l’edificio dove risiedono una ventina di famiglie, dichiarato inagibile.
Antonio Cecchi nel 2009 era stato colpito da un ictus che gli aveva causato pesanti problemi di deambulazione. Il sessantanovenne, che non aveva moglie né figli, da un paio d’anni, avendo bisogno di assistenza continua, era stato accolto nella loro casa dal fratello Lamberto, di 71 anni, e dalla moglie. Non bastassero tutti questi impedimenti, la vittima è stata anche sorpresa nel sonno dalle fiamme. Lamberto, che stava andando a letto con la moglie, ha sentito odore di bruciato e ha fatto un giro di controllo, ma senza scorgere nulla. E quando, dopo una decina di minuti, ha visto scoppiare l’inferno dovunque, ha fatto l’impossibile per salvare il fratello, ma il fumo e le fiamme erano sempre più alti.
Non gli è quindi rimasto che correre fuori e mettere intanto in salvo la moglie. I familiari della vittima, che si trovano in una struttura messa a disposizione dal Comune, però, ora vogliono fare chiarezza sulle cause dell’incendio, dovuto con molta probabilità a problemi di di natura elettrica. Ma i vicini segnalavano da tempo dei problemi e sentivano dei friggimenti. Ed è proprio per fare piena luce sui fatti che il fratello della vittima e la cognata, attraverso il consulente personale Massimiliano Bartolacci, si sono rivolti a Studio3A-Valore società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che si è già attivato per acquisire tutta la documentazione, e poi farla vagliare ai propri esperti. —
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