Ai supermercati c’è coda e i pratesi riscoprono i negozi di vicinato
Sabato 14 tutti in fila da Ferraboschi, La Fattoressa e Mia Macelleria. Sabato pizza e la mozzarella sparisce
PRATO. Metti una pizza a cena. Ma il bandone delle pizzerie è abbassato. Farina, lievito di birra, olio e… mozzarella. Sì, la mozzarella. La pizza non è un sogno impossibile. La pizza fa bene all’umore e rende felici, dicono gli scienziati. Nel primo sabato di locali chiusi per l’emergenza coronavirus, tanti residenti dentro le mura si sono riscoperti con le mani in pasta. Nel giro di poche ore, nelle botteghe del centro storico le mozzarelle sono andate a ruba. Esaurito anche il lievito di birra, un altro indizio chiaro della voglia di darsi alla pizza in casa.
PIZZA, MON AMOUR
Bufala o fiordilatte. Bocconcini o treccia. Era vistoso il vuoto lasciato dalle mozzarelle nel frigo del negozio La Fattoressa di via della Sirena. «Abbiamo avuto decine e decine di richieste. Terminato anche il lievito di birra», raccontano Stefano Lotti e Stefano Simonetti della storica bottega a due passi dal Duomo. Al pastificio Ferraboschi, una signora ha fatto la fila per mezz’ora soltanto per chiedere le mozzarelle destinate alla pizza. Non trovando quelle che cercava, ha alzato i tacchi e se n’è andata.
BOTTEGHE PIENE
Ieri mattina il centro storico si è svegliato con un’atmosfera surreale. In una mare di saracinesche abbassate, un sussulto di vita lo hanno provocato le storiche botteghe alimentari dentro le mura. Muniti di mascherina e sporta della spesa al seguito, diversi pratesi si sono messi in coda per entrare al panificio Il Duomo, La Fattoressa, Ferraboschi, Mia Macelleria, La primizia, solo per citare alcuni esempi. Anche in via Santa Trinita e in via Firenzuola si registrava un certo fermento. Ingressi sempre contingentati: nei negozi si entra a due o tre alla volta in modo da rispettare la distanza di sicurezza. Davanti al negozio “La primizia” c’è stata anche un po’ discussione fra le persone. «Abbiamo lavorato tantissimo – racconta il macellaio Franchino Medico di piazza Duomo – Abbiamo anche delle prenotazioni per il pollo arrosto perché siamo aperti anche domenica (oggi, ndr)». Hanno lavorato anche gli agenti del posto di polizia, che hanno controllato qualche residente dentro le mura con le borse della spesa, facendo dichiarare e firmare il motivo dello spostamento sul modulo elaborato dal ministero.
A DOMICILIO
Se il supermercato di turno viene preso d’assalto, arriva il negozietto sotto casa. C’è poi la via di mezzo fra la bottega e la grande superficie di vendita: all’ora di pranzo il minimarket di piazza Sant’Elisabetta aveva già esaurito diverse marche di farina. Il lievito di birra? Non pervenuto. «Abbiamo avuto tante richieste per la consegna a domicilio», il titolare Simone Millefiore. Sopra i 50 euro, il trasporto della spesa è gratuito. Del resto, era stato il sindaco Matteo Biffoni, durante la diretta Facebook di venerdì pomeriggio, a invitare i residenti del centro storico ad affidarsi ai negozi di vicinato, sempre ben forniti.
LE POSTE
Altro che evitare gli spostamenti. «Mi è arrivato l’avviso di una raccomandata. Abito alle Fontanelle ma l’ufficio postale di via Volpi è chiuso. Tocca prendere l’auto per raggiungere le Poste centrali». Così ieri mattina si lamentava un pratese in coda sul marciapiede di via Arcivescovo Martini. Alle 10 l’attesa media per entrare era di 45 minuti. Chiusi anche gli uffici di viale Montegrappa e via Marianna Nistri. Alcuni pratesi in fila puntavano il dito contro i portalettere, avendo ritrovato in cassetta l’avviso di giacenza pur trovandosi nei giorni scorsi a casa. Ma, si sa, meglio ritirare prima possibile gli atti giudiziari. —
Maria Lardara
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