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L’avvocato: «Il tampone? Un’impresa farselo fare»
prato. Farsi fare il tampone da coronavirus non è affatto facile. Lo conferma quanto accaduto nei giorni scorsi all’avvocato Giuseppe Bonfante. «Io che non mi ammalo quasi mai - racconta - qualche giorno fa mi sono ammalato: dolore al petto, tosse, febbre, difficoltà a deglutire. Per questo, visto che ho diversi clienti cinesi, alcuni dei quali tornati dalla Cina dopo il Capodanno, ho chiamato il numero verde della Regione e sono stato 40 minuti in attesa; spiego i sintomi e mi dicono che devo chiamare il medico di famiglia; chiamo il medico e lui mi dice che sarà un raffreddore, mi prescrive il cortisone, “vieni pure in ambulatorio, ma ti darò le stesse cose”; non convinto richiamo il 118 e l’operatrice mi dice che mi sono messo in testa di avere il coronavirus, mi passa un altro operatore, altri 30 minuti d’attesa, alla fine mi informano che i tamponi li fanno solo a chi torna dalla Cina o da un focolaio italiano o ha avuto contatti con persone a rischio». Per fortuna l’avvocato Bonfante ora sta bene, ma gli è rimasto il sospetto che il suo caso sia stato preso sottogamba. Solo il suo? — P.N.
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