Italia
Zara tiene in “quarantena” i rappresentanti di Prato
prato. Per le aziende tessili pratesi e soprattutto per i suoi rappresentati il coronavirus rappresenta davvero un fatto unico. Zara, azienda d’abbigliamento spagnola di proprietà di Inditex Group, che possiede anche marchi quali Massimo Dutti, Pull and Bear, Oysho, Uterqüe, Stradivarius e Bershka, con 900 negozi distribuiti in 73 paesi in tutto il mondo, ha mandato una mail a tutti i rappresentanti italiani che dal 26 febbraio e almeno fino all’11 marzo non potranno accedere al quartier generale per il problema coronavirus. «È una situazione davvero complicata e se aziende così grosse che hanno quote di fatturato importanti sul mercato – spiega un rappresentante pratese come Gabriele Villoresi – non fanno andare i rappresentanti pratesi e quelli italiani per ben due settimane ci saranno altri agenti che li sostituiranno e potranno anticipare il lavoro. In un momento dove il lavoro e le commesse sono basse avere questo problema anche del tempo di attesa è davvero un fatto che mette in ginocchio chi lavora in questo settore. Siamo legati ai grandi nomi e anche se ci sono ancora delle aziende più piccole che fanno dei prodotti di qualità il mercato è in mano a certe multinazionali se non ci ricevono il danno è fatto». Anche la categoria sta cercando di trovare delle soluzioni. «Uno degli effetti certi che l’incredibile rincorrersi di voci e smentite per l’allarme sul coronavirus e sulle misure assunte sia a livello nazionale che locale – spiega il presidente nazionale Fiarc Antonino Marcianò – non è solo quello di alzare la soglia di attenzione sull’incidenza epidemiologica. Tutto ciò ha una profonda ripercussione sul sistema economico, con forte penalizzazione di alcune categorie che di lavoratori che rischiano di vedere andare in fumo anni ed anni di lavoro. Intanto è stata accolta la nostra proposta di istituire un fondo di 2 milioni di euro a sostegno degli agenti di commercio in difficoltà a causa del coronavirus». —
Vezio Trifoni
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