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Coronavirus, ancora chiusa la tenda all'ospedale: manca l'accordo coi volontari
Le associazioni non sono convinte che debba essere il proprio personale a garantire l'accoglienza e temono il contagio
PRATO. È passata quasi una settimana, ma la tenda montata lunedì sera, 24 febbraio, dai volontari della Vab all’ingresso del pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano è ancora vuota. Si tratta della tenda che dovrebbe servire a filtrare i casi sospetti di coronavirus, per garantire una prima scrematura e, in caso di dubbio, avviare i pazienti al percorso protetto all’interno dell’ospedale ed evitare che possano contagiare altri pazienti in attesa.
Al momento si tratta di un rischio puramente teorico perché, e questa è la buona notizia, ad oggi non si è ancora registrato alcun caso di contagio da coronavirus in provincia di Prato, nonostante i numerosi tamponi che sono stati fatti nelle ultime settimane su casi sospetti, tutti risultati negativi.
Ma perché la tenda rimane vuota? Perché, spiegano dall’ospedale, si attende la firma di un accordo tra la protezione civile regionale e le associazioni di volontariato che dovranno fornire il personale di accoglienza all’esterno della tenda. Le associazioni di volontariato sono contrarie a impegnare il proprio personale nell'accoglienza alla tenda perché temono che qualcuno possa essere contagiato e, di conseguenza, possa poi costringere l'intera associazione a bloccare la propria attività.
Ci sta lavorando in queste ore la Regione. Con un discreto ritardo, verrebbe da dire, perché i casi sono due: o quella tenda-filtro è veramente necessaria, e allora sarebbero serviti tempi un po’ più celeri per renderla operativa; oppure non è così necessaria, e allora non si capisce perché ce l’abbiano messa. Nella tenda ci sarà almeno un infermiere per la valutazione dei sintomi del paziente, che poi a seconda dell’esame sarà avviato al normale percorso con tutti gli altri pazienti (nel caso non ci siano sospetti di contagio) oppure al percorso protetto per una diagnosi più accurata in reparto. Sembra che anche negli altri ospedali dell’Asl Toscana Centro ci sia lo stesso problema di tende montate e ancora chiuse.
Si spera soltanto che la tenda davanti al pronto soccorso non faccia la fine dell’ambulatorio aperto il 19 febbraio da Regione e Asl in via Lucchese all’Osmannoro: doveva servire per i tamponi faringei ai viaggiatori di ritorno dalla Cina, in gran parte i famosi 2.500 cinesi che in realtà erano meno della metà, ma alla fine si è presentato solo un italiano, comunque negativo al virus.
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