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Prato

Coronavirus 141 le famiglie in isolamento e sotto controllo

Vezio Trifoni
Coronavirus 141 le famiglie in isolamento e sotto controllo

I nuclei familiari soggetti al regime di sorveglianza attiva  non sono solo a Prato: 10 a Empoli, 9 a Firenze e 1 a Pistoia

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PRATO. Un momento davvero di confusione. Il coronavirus è vicino a noi e la Regione Toscana, dopo aver emesso l’ordinanza regionale dà i numeri per affrontare questo virus. Al numero verde del Ministero della salute 1500 e quello della Regione Toscana 800 556060 si aggiunge quello dell’Asl Toscana Centro per la zona di Prato: 055 5454777.

Renzo Berti, direttore del dipartimento della prevenzione dell’Asl Toscana Centro e Massimo Di Pietro, dirigente medico di Malattie infettive hanno risposto alle tante richieste arrivate da più parti e sono due i termini da rispettare Isolamento domiciliare fiduciario e sorveglianza attiva.

Che cosa bisogna fare in caso di sintomi. «Fondamentale poter intervenire rapidamente – mettono in luce i due responsabili – Se ci sono sintomi e sono gravi: 118 e ricovero ospedaliero in isolamento, se i sintomi sono più blandi non vanno trascurati, allertateci e noi faremo le verifiche del caso a domicilio: prelievo del tampone faringeo e invio al laboratorio di Careggi per l’analisi che viene svolta in poche ore».

Il numero 055 5454777. Andrà immediatamente chiamato per i soggetti che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati di Covid-19; e tutte le persone che negli ultimi 14 giorni abbiano fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato nelle aree della Cina interessate dall’epidemia. Quindi no alla quarantena ma sorveglianza attiva Polemiche sul no alla quarantena. «Solo se una persona ha avuto un contatto stretto con un caso accertato – spiega Berti – può scattare questa misura, prevista dall’ordinanza, negli altri casi c’è l’isolamento fiduciario ma essendo obbligatoria la segnalazione si tratta di una misura simile: si deve stare in casa; la differenza è solo di natura giuridica, e anche i provvedimenti conseguenti sono i medesimi perché c’è la sorveglianza attiva». Inoltre Berti sottolinea che in caso di sintomi «non andare al pronto soccorso: è inutile se non pericoloso. Servono percorsi personali mirati».

Situazione ospedali toscani e Prato. Gli ospedali toscani sono pronti ad accogliere eventuali pazienti infettati dal coronavirus e la situazione dei posti letto in caso di primo contagiato è chiara. «Ci saranno stanze disponibili 24 su 24 con la possibilità di ampliare i posti letto. Possiamo gestire più casi in tutto il territorio – afferma Renzo Berti –. Prato ha 11-12 posti letti nel caso e saranno aumentati in altri ospedali e in caso di aumento del contagio si arriverà a utilizzare anche le caserme».

Nessun ritardo. «La Regione Toscana non è in ritardo anzi ha anticipato le disposizioni seguendo quanto indicato per gli studenti e le loro famiglie – mette in luce il responsabile Berti – Laddove le condizioni di isolamento volontario dovessero risultare difficili Asl, Comuni del territorio e associazioni di volontariato stanno valutando l’ipotesi del reperimento di spazi adeguati alla necessità. A questo proposito è in programma una riunione domani con la Protezione civile metropolitana. Al 22 febbraio si trovano in regime si sorveglianza attiva 141 nuclei familiari a Prato, 10 a Empoli, 9 a Firenze e uno a Pistoia».

In 400 sono in isolamento volontario. «A Prato sono 141 i nuclei familiari cinesi tenuti sotto controllo dall’Asl – spiegano i due responsabili – In totale sarebbero circa 400 le persone in isolamento volontario in città e sono appartenenti a famiglie individuate nelle scorse settimane dalla Asl in base alle comunicazioni arrivate dai dirigenti scolastici sulle assenze degli alunni orientali». Berti ha annunciato l’attivazione da oggi della “procedura d’isolamento domiciliare fiduciario” per coloro che sono rientrati negli ultimi quattordici giorni da un’area di rischio infezione. «Una volta che queste persone entreranno in contatto con l’Asl per loro inizierà un sistema di sorveglianza attiva da parte della sanità toscana».

Vezio Trifoni

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