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Prato

il processo 

Il padre ragazzino conferma le accuse alla madre del bimbo

Paolo Nencioni
Il padre ragazzino conferma le accuse alla madre del bimbo

La testimonianza del sedicenne è stata disposta dal giudice ma non ha aggiunto particolari decisivi alla ricostruzione della delicata vicenda 

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prato. Ha confermato le accuse nei confronti della donna di 32 anni da cui ha avuto un figlio il sedicenne che è stato sentito ieri mattina dal giudice Daniela Migliorati nel corso del processo che vede imputata la donna con l’accusa di violenza sessuale, e il marito di lei con l’accusa di alterazione di stato per essersi attribuito la paternità di un figlio che sapeva non essere suo.

La testimonianza del ragazzo, che secondo l’accusa avrebbe avuto il suo primo rapporto sessuale con l’imputata il 21 giugno 2017, quando non aveva ancora compiuto 14 anni, si è resa necessaria perché all’ultima udienza la trentaduenne ex operatrice socio-sanitaria aveva insistito nel dire che il rapporto sessuale era avvenuto quando il ragazzo aveva già compiuto 14 anni (una circostanza che avrebbe alleggerito almeno in parte la sua posizione). Per questo il giudice, che finora aveva letto gli atti delle indagini preliminari e dell’incidente probatorio durante il quale era stato sentito il ragazzo, ha voluto ascoltare dalla sua viva voce il racconto dei primi approcci con l’imputata. Essendo già stato sentito nell’incidente probatorio, il sedicenne non ha potuto riferire sulle circostanze già affrontate in quella sede, ma ha comunque fornito alcuni chiarimenti sull’arco temporale durante il quale ha intrattenuto la relazione con la trentaduenne, che da quasi un anno si trova agli arresti domiciliari.

La prossima settimana verrà ascoltato il professor Renato Ariatti, il neuropsichiatra incaricato dal Tribunale di stabilire se l’imputata in grado di intendere. Secondo alcune anticipazioni, il perito avrebbe concluso per la capacità di intendere della donna al momento dei fatti. Ma la tesi difensiva degli avvocati Massimo Nistri e Mattia Alfano è che lei quei fatti non li abbia proprio commessi, o almeno non nei termini prospettati dai pubblici ministeri Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli. La fine del processo è vicina: il 16 marzo ci sarà la discussione e il 23 marzo è prevista la sentenza. —

Paolo Nencioni

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