Economia circolare: "La scuola deve adeguarsi"
Nocentini (Uil) chiede uno sforzo nella formazione. Il governatore Rossi: «Deve essere governata senza penalizzare chi lavora»
PRATO. «La transizione verso produzioni ambientalmente più sostenibili va governata, perché ciò non deve avvenire penalizzando chi lavora, e sia attuata contro chi ha già pagato troppo in termini di occupazione». È questa la parte centrale dell'intervento che il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha fatto stamani, lunedì 17, al Museo del tessuto nel corso della tavola rotonda organizzata dalla Uil e dedicata a "Economia circolare: un'opportunità per il lavoro?".
«La Regione – ha detto Rossi - ha governato stipulando eccellenti accordi con il distretto del cuoio e, qui a Prato, con quello del tessile che è da secoli il luogo del riuso e dell'economia circolare». Poi ha precisato: «Fortunatamente il mercato predilige sempre di più chi produce rispettando l'ambiente. Così si devono minimizzare gli sprechi, riutilizzando come materie seconde quelli che un tempo erano considerati solo scarti. Anche qui a Prato l'accordo che abbiamo sottoscritto prevede il riuso degli scarti. Ben la metà delle 50mila tonnellate che residuano ogni anno può essere reimmessa nel nel ciclo produttivo».
Il presidente si è poi detto convinto che serva una legge nazionale in grado di incentivare questo cambio nei processi produttivi, ma ha osservato come la Regione Toscana la chieda da almeno dieci anni al Ministero dell'ambiente, senza però ottenerla. «Nell'ambito del federalismo - ha quindi puntualizzato Rossi - siamo disponibili a redigere una proposta di legge da condividere con il governo e che per noi è necessaria per rispondere alle giuste domande del mondo imprenditoriale toscano».
La segretaria generale della Uil Toscana Annalisa Nocentini ha detto che «il nostro ruolo, il ruolo proprio del sindacato è impegnarsi per creare lavoro di qualità, e l’economia circolare è un’opportunità che dobbiamo cogliere». «È chiaro che questa nuova opportunità deve essere sostenuta da una formazione adeguata, e qui entra in gioco la scuola con il suo ruolo fondamentale - continua Nocentini - Non possiamo permetterci più che la scuola vada in una direzione diversa da quella delle nuove frontiere del lavoro. Come Uil chiediamo che la formazione scolastica faccia uno sforzo in più per assecondare i cambiamenti in atto, i nostri giovani non possono perdere il treno del futuro per inefficienze e ritardi».
«Abbiamo firmato un Patto per lo sviluppo che va in questa direzione, e non possiamo fermarci qui - conclude Nocentini - Anche la prossima giunta dovrà dare gambe a un progetto complessivo e articolato che tocca aree nevralgiche della Toscana».
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