Il Tirreno

Prato

IL RICORDO DEGLI AMICI IMPRENDITORI 

Burbero, testardo e grintoso Soprattutto uno spirito libero

Vezio Trifoni

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PRATO. «Sono senza parole – dice Riccardo Marini – faceva parte della chat del nostro gruppo e siamo stati a cena insieme al gruppo che aveva fondato Prato Expo e Prato Trade. L’avevo visto provato ed infatti tutti noi lo abbiamo tirato su. Nonostante i suoi modi burberi era una persona intelligente e illuminata perché riusciva con le sue provocazioni a trovare soluzioni. Aveva modi schietti ma aveva una dote importante perché con quel carattere un po’cerbero era fonte di insegnamento e di idee Per questo non ha voluto mai essere presidente dell’Unione Industriale voleva essere libero di esprimere i propri concetti. Aveva rispetto dell’associazione ma non voleva tradire questa sua verità. Purtroppo molti di noi per i funerali saremo a Parigi a Première Vision e io ho considerato Piero l’uomo delle fiere. Infatti quando ero presidente di Prato Trade riuscì a farmi fare marcia indietro e le aziende pratesi si spostarono a Milano Unica la stagione dopo perché lui credeva ancora in Prato Expo a Firenze. Aveva un attaccamento all’associazione e al mondo tessile unico. Tutt’ora i suoi consigli all’interno del lanificio era sempre graditi».

«Aveva un lanificio molto importante – spiega Guido Pagliai con lui nel consiglio dell’Unione Industriale per 4 anni – si faceva notare nel bene e nel male aveva un carattere forte e cercava di trovare soluzioni ai problemi delle aziende come quello di Gida. Aveva a cuore lo sviluppo di Prato soprattutto per la parte commerciale e quella dello sviluppo. Partecipava a tutte le fiere e si faceva intendere e apprezzare da tutti. Sapeva pilotare molto bene e quando si metteva in testa una cosa la portava a vanti con forza» .«Siamo stati insieme per tanti anni all’Unione Industriale ed eravamo amici – spiega Ivo Vignali – una persona forte e decisa sapeva farsi intendere, un pezzo di coccio. Ero andato a trovarlo quando gli era successo l’incidente a Forte dei Marmi ed era dispiaciuto dell’accaduto e non sapeva come toglierselo dalla testa. Nei momenti difficili sia da imprenditore che da uomo era sempre riuscito a far uscire la sua personalità anche perché era un’eccellente uomo d’azienda. Era uno che voleva bene al distretto e cercava di trovare soluzioni alle varie problematiche chiaramente con il suo carattere» .

«Nel mio ultimo mandato da presidente 84-85 è stato vice presidente ed era al suo primo anno all’interno del consiglio direttivo dell’Unione Industriale pratese perché fino a quel momento aveva sempre scelto di non farne parte perché voleva essere libero di esprimere le sue idee – dice Antonio Lucchesi, presidente dell’Unione Industriale pratese dal 1980 all’85 – si è subito contraddistinto per le sue battaglie ed aveva molta presa perché era schietto e diretto. Se c’era da lottare per l’associazione non si tirava mai indietro e per questo non ha voluto mai diventare presidente. Aveva tante idee e conosceva molto bene il settore tessile e la sua evoluzione perché seguiva tutte le fiere e guardava sempre avanti» . —

Vezio Trifoni

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