Il presidio
Le stampe di Ai Teng per augurare un 2020 di pace, salute e prosperità
Distribuite mascherine per invito alla solidarietà, unica nota stonata l’urlo di un automobilista: «Dovete morire»
PRATO. “Dovete morire” urlato da un’auto in veloce transito lungo la via Pistoiese non ha turbato più di tanto la performance di Ai Teng, l’evento clou, unico all’aperto, del Capodanno cinese, domenica mattina, in piazza dell’Immaginario, nel cuore del Macrolotto zero. Infatti il Tempio Buddista cinese di Prato e le associazioni di Amicizia Italia-Cina del territorio avevano deciso di non effettuare le sfilate del Dragone, indette per il primo week end di febbraio, in segno di solidarietà per il loro paese in un grave momento di difficoltà e dolore. E così l’unico evento rimasto in programma, organizzato da Vittoria Ciolini e Andrea Abati di Dryphoto insieme alla giornalista Silvia Bacci, ha visto l'artista Ai Teng attaccare sulle pareti degli edifici lungo via Pistoiese, 716 stampe nianhua, insieme a un gruppo di pratesi, ma anche a quei cinesi, che con il passare dei minuti prendevano coraggio, avvicinandosi ad un insolito gruppetto di fotografi e cineoperatori tutti intorno ad una loro giovane connazionale.
«Sono un pochino raffreddata – ha voluto subito rassicurare la giovane artista – ma sono molto preoccupata per i miei genitori che combattono questa guerra in Cina, chiusi in casa» . E ancora: «per stare più tranquilli, ho portato una sessantina di mascherine su cui scriverò “Buon senso è solidarietà” con un timbro fatto da mio figlio». E così è iniziata la distribuzione delle mascherine e delle 716 stampe nianhua, che nella tradizione cinese, sono un grande augurio di pace, salute e prosperità per il nuovo anno. Il segno più immediato e più antico del Capodanno con scene diverse, dèi, eroi e personaggi del passato e del presente, ma anche scene familiari, fonte di sentimenti di felicità e di energia positiva. Nessun problema per attaccare le stampe ai muri, perché non ha piovuto, mentre la zona intorno piazza dell’Immaginario tornava ad animarsi con l’apertura dei negozi e i cinesi, soprattutto donne, a chiedere spiegazioni sulle stampe appese sui muri, cancelli, perfino sulle auto. «Purtroppo quasi tutti non sanno cosa sta succedendo, come sempre manca un’informazione adeguata, dovrebbero pensarci le nostre associazioni, ma anche la nostra radio» spiega Isabella -Siyun , una giovane addetta al settore turistico, che vive da 6 anni a Prato con il fidanzato italiano Matteo.
«Per i residenti è un fatto insolito, tutta questa stampa almeno di domenica mattina-, spiega Miao Miao un’insegnante di cinese al Cicognini, ospite con Silvia Bacci a “Propaganda live” ’- e poi alle 10 è ancora presto, ma soprattutto bisogna tenere conto che sono tutti spaventati, cinesi e italiani, per questo virus». Tutti impauriti però almeno domenica mattina, in piena Chinatown non c’era nessuno in giro con le mascherine, tantomeno con queste “griffate” da Ai Teng, andate sì a ruba, ma da portare a casa come ricordo, insieme alle stampa nianhua. In doppia veste, come assessore ma anche come cittadina pratese amica dei cinesi , anzi delle 120 etnie presenti a Prato, Ilaria Santi,con la collega Benedetta Squittieri e la consigliera comunale Paola Tassi. — Riccardo Tempestini
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