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I Discepoli dell’Annunciazione sono stati sciolti il 16 dicembre
La decisione è stata presa dalla congregazione degli istituti di vita consacrata con una lettera inviata al vescovo di Prato
prato. La congregazione per gli istituti di vita consacrata della Santa Sede lo aveva comunicato il 16 dicembre scorso, con una lettera inviata al vescovo di Prato, monsignor Giovanni Nerbini.
Nella missiva spedita dalla congregazione della Curia romana si diceva, in sostanza, di «aver soppresso l’associazione pubblica di fedeli “Discepoli dell’Annunciazione”, che ha la propria sede principale a Prato».
«Si tratta di una comunità religiosa, fondata dieci anni fa da don Giglio Maria Gilioli, sacerdote veronese trasferitosi nella nostra Diocesi qualche prima – aveva spiegato la Diocesi di Prato – Particolarmente dedita alla spiritualità mariana – da qui la denominazione – la comunità aveva raccolto diversi giovani, provenienti da varie parti del mondo, intenzionati a diventare sacerdoti religiosi».
«Riconosciuta, dal punto di vista del diritto canonico, come “associazione pubblica di fedeli” nel 2010 – aveva precisato la Diocesi – l’associazione “I Discepoli dell’Annunciazione” aveva mostrato diverse criticità, non riuscendo a radicarsi né per quanto riguarda la messa a punto del carisma originario né per la struttura comunitaria né per il numero degli aderenti: infatti, in questi anni, molti membri dell’associazione sono usciti: alcuni hanno abbandonato la vita religiosa, altri hanno chiesto di diventare sacerdoti della Diocesi di Prato».
«Per questi motivi già nel 2013 la Diocesi di Prato aveva disposto una verifica ufficiale – prosegue – che si chiama “Visita canonica” a cui ne era seguita un’altra nel 2018, voluta direttamente dalla Santa Sede».
Così, al fronte del «perdurare delle inadempienze suddette e del numero ormai esiguo di aderenti», la congregazione per gli istituti di vita consacrata dispose, nel dicembre dello scorso anno, lo scioglimento dell’associazione. In particolare la congregazione elencò una serie di motivazioni. Tra queste: limiti nel reclutamento e nella formazione dei membri, la non adeguata distinzione tra foro interno e foro esterno (vale a dire la separazione tra l’ambito della coscienza, spettante al confessore, e quello della disciplina, di pertinenza del superiore religioso) e mancanze nell’esercizio dell’autorità.
Nello specifico, il documento giunto alla Diocesi di Prato spiega: «Persistendo le medesime criticità acuite da un’ulteriore riduzione numerica, da atteggiamenti di diffidenza e di distacco nei confronti dell’autorità diocesana e da forti perplessità sullo stile di governo del fondatore e sulla sua idoneità nel ricoprire tale ruolo».
Per questi motivi, la congregazione ha decretato, con effetto immediato, lo scioglimento dell’associazione pubblica di fedeli chiamata, appunto, “Discepoli dell’Annunciazione”. –
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