Il Tirreno

Prato

il caso 

Presunte percosse in carcere Indagati agenti penitenziari

Azelio Biagioni

Un uomo, già condannato per violenza sessuale, ora si trova in Marocco perché espulso ma il tribunale lo vorrebbe ascoltare

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PRATO. Si è tenuta l’udienza preliminare che vede come accusatore un uomo di origine marocchina, che prima carcerato in Italia ora si trova nel suo paese di origine in seguito ad un decreto di espulsione. L’uomo, accusa di lesioni quattro agenti di polizia penitenziaria della Dogaia (difesi dall’avvocato Katia Dottore Giachino) quando all’epoca dei fatti lui era recluso in quella struttura. Accuse che l’uomo ha mosso anche nei confronti di altri agenti nei carceri dove è stato. E come prove ha l’audio delle conversazioni registrate attraverso un piccolo apparecchio che gli è stato portato mentre si trovava, appunto, in carcere violando quindi le norme. Il detenuto si chiama Rachid Assarag ha 45 anni (è difeso dall’avvocato Fabio Anselmo) condannato a una pena di 9 anni e quattro mesi per violenza sessuale. Ha poi trovato il modo di registrare le conversazioni fra lui e gli agenti. Rachid Assarag, mentre era alla Dogaia, fu denunciato dalla polizia penitenziaria per resistenza e trasferito nel carcere fiorentino di Sollicciano. Quando si trattò di chiudere quel fascicolo, fu interrogato dal sostituto procuratore Lorenzo Gestri e il detenuto raccontò una versione alternativa dell’episodio che ha fatto scattare l’inchiesta nella quale ora sono indagati i quattro agenti della polizia penitenziaria: le ipotesi di reato a loro contestate vanno dalle lesioni aggravate fino al falso ideologico. L’inchiesta venne aperta dai sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Laura Canovai, in seguito alla denuncia presentata dal marocchino. E così quattro agenti della polizia penitenziaria sono finiti nel registro degli indagati. Dell’inchiesta si venne a conoscenza per la prima volta nel dicembre 2015 e l’episodio denunciato dal detenuto risale all’aprile 2014. Ancora prima, nel novembre 2013, il detenuto riuscì a registrare di nascosto delle conversazioni con gli agenti di custodia, che sono state fornite alla Procura. L’altro giorno c’è stata l’udienza preliminare ma senza la presenza dell’accusatore. Si trova in Marocco e non può far rientro in Italia a seguito di un provvedimento di espulsione. Il pm Gesti, titolare dell’inchiesta, ha chiesto l’incidente probatorio e qualora il giudice desse parere favorevole c’è poi da valutare l’altra richiesta del pubblico ministero, ovvero la rogatoria in quanto il questore di Prato nega il consenso per far rientrare in Italia l’uomo. Tradotto: la giustizia italiana dovrebbe fare una trasferta in Marocco. Prossima udienza il 5 febbraio. Nel 2017 l’uomo ha ricevuto un provvedimento di espulsione dall’Italia firmato dalla Prefettura di Sassari. L’anno successivo è rientrato in Italia con un visto di 10 giorni per presenziare ad un’udienza a Piacenza dove lui era parte offesa. Ma a quell’udienza non si presenterà mai. L’uomo verrà trovato nel Comasco dove vive la moglie. Viene di nuovo arrestato, dopo una colluttazione con gli agenti, e rimpatriato in Marocco.

Azelio Biagioni

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