Ottanta disoccupati diventano dei professionisti del gusto
Un anno di corso in cucina grazie a Cescot, Confesercenti e Confcommercio. Le storie di Stefania (architetto), Manola e Lucia (ex lavoratrici tessili)
PRATO. Da disoccupati a professionisti del settore enogastronomico. È la “metamorfosi” di cui sono stati protagonisti gli 80 allievi del progetto formativo “Gusto”, promosso dalle agenzie Cescot Prato e Omnia in partenariato con Confesercenti Prato e Confcommercio Pistoia Prato. Nove corsi di formazione gratuiti per un totale di 2.586 ore di lezione che hanno consentito ad 80 persone in cerca di lavoro di trasformarsi in addetti cuochi, camerieri esperti in prodotti tipici o vino oppure birra, barman per l’happy hour o pizzaioli. Finanziati dalla Regione Toscana tramite il Fondo Sociale Europeo, i corsi sono durati 12 mesi e si sono appena conclusi. E, a tempo di record, alcuni degli allievi (circa 10 su 80) hanno già trovato lavoro in quello che è un settore che sta dando forti segnali di crescita.
«In città c’è richiesta di figure professionali nel settore enogastronomico – ha detto Marco Leporatti, direttore di Omnia, agenzia formativa di Confcommercio Pistoia e Prato – Questo progetto ha voluto perciò creare un collegamento diretto tra il mondo delle imprese e quello della formazione, fornendo competenze da spendere in maniera immediata».
I partecipanti ai corsi, in prevalenza donne e con un’età media tra 30 e 35 anni, hanno svolto lezioni frontali con esperti del settore locali ma anche laboratori e stage all’interno di 60 aziende dell’ambito “food” pratesi. «Un’importanza particolare è stata data alle tradizioni locali» spiega Ascanio Marradi, direttore di Cescot Prato, agenzia formativa di Confesercenti. È così che Stefania Salerno, 42 anni, disoccupata da un anno, con una carriera di architetto alle spalle, ha avuto l’opportunità di reinventarsi come cuoca: «La cucina è sempre stata la mia passione – racconta –. Così, visto che il settore va, ho deciso di buttarmi e provare a fare quello che mi piace». Ha già ricevuto chiamate per eventi e la proposta di un lavoro stagionale Pamela Nunziati, 43 anni, che ai fornelli c’era sempre stata solo in casa, mentre nella vita ha lavorato in fabbrica e come commerciante ambulante: «Ho partecipato al corso per addetto cuoco e sono davvero felice di questa esperienza» spiega. Manola Bartoletti, 54 anni di cui 32 trascorsi a lavorare nel tessile, qualche esperienza saltuaria in cucina l’aveva già, ma il corso è stato la giusta spinta per riqualificarsi ed immettersi sul mercato del lavoro (con successo, dato che è tra gli allievi che hanno già ottenuto un contratto di lavoro): «Avevo bisogno di acquisire più tecnica e aggiornarmi – racconta –. Io sono della vecchia scuola, quella tradizionale, ma la cucina è innovazione».
Viene dal tessile anche Lucia Martini, 49 anni, che ha sempre dato sfogo alla sua passione per la cucina nell’ambito del volontariato, ai fornelli delle sagre: «Il corso è stata un’opportunità per poter reinvestire su me stessa» dice. «L’obiettivo del progetto era incrociare le reali esigenze del territorio con i percorsi individuali – spiega la consigliera regionale Ilaria Bugetti – Il settore food è in crescita e va anche "di moda", ma non ci si può improvvisare: ci vogliono le competenze».
«Sul tema della ristorazione e dell’enogastronomia a Prato c’è stata un’evoluzione importante – afferma l’assessore comunale allo Sviluppo economico Benedetta Squittieri – Sono tantissime le imprese del settore che hanno aperto negli ultimi anni, ma manca una rispondenza di figure professionali sul territorio. La formazione perciò è molto importante per lo sviluppo del settore in città».
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