Il Tirreno

Prato

Reddito di cittadinanza, Isee da rifare entro la fine di gennaio

di Alessandro Formichella
Utenti in coda al Caaf Cgil per il reddito di cittadinanza
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Utenti in coda al Caaf Cgil per il reddito di cittadinanza

A Prato accolta meno della metà delle domande presentate: 1.797 su 3.616. Ora bisogna presentare la nuova documentazione

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PRATO. Reddito e pensione di cittadinanza alla prova del primo anno di attuazione, e con tutta la documentazione da ripresentare entro la fine di gennaio. A Prato i numeri di coloro che beneficiano delle misure di supporto al reddito tanto volute dal Movimento 5 Stelle ( e confermate anche per il 2020) non sono così alti e la città, compresa la provincia, si attesta ad essere la penultima in Toscana per numero di assegni staccati. Insomma, almeno a Prato non è proprio un esercito a beneficiare del reddito di cittadinanza. Lo conferma l’Inps; Prato più i sette comuni della provincia e i comuni di Calenzano, Agliana e Montale hanno visto accolte, almeno fino allo scorso ottobre, il 49,7% delle domande presentate, ossia 1.797 su 3.616. Oltre la metà delle richieste presentate è stata, invece, respinta.

465 euro la media. Solo agli sportelli Inca Cgil di piazza Mercatale le domande accettate per il reddito di cittadinanza nel 2019 sono state 990, ma complessivamente sia il reddito di cittadinanza sia la pensione di cittadinanza hanno coinvolto nel pratese 4.493 persone, una percentuale piuttosto bassa se rapportata all’intera popolazione di circa 250mila persone. E secondo l’Acli regionale, la cosiddetta misura contro la povertà assoluta e relativa intacca poco in Toscana la complessità dell’abbassamento dei redditi registrata soprattutto negli ultimi dieci anni. Il 57 % delle domande accettate per il reddito di cittadinanza proviene da persone residenti in città, il 43 % dai comuni della provincia inclusi Calenzano, Agliana e Montale. «Molte persone dell’area fiorentina e pistoiese hanno fanno domanda qui a Prato, dovremmo disaggregare tutti i dati in base alla residenza, ma di fatto i numeri sono questi», commenta Saverio Viola dell’Inca Cgil. Gli importi; la media mensile del reddito di cittadinanza è di 465 euro a nucleo familiare, ma sale a 493 euro nella sola Prato. Per la pensione di cittadinanza la cifra si abbassa e arriva ad una media mensile di appena 193 euro.

Isee da rifare. Il rischio, ora, è che se non viene ripresentato tutto l’iter procedurale compreso l’Isee (indicatore situazione economica equivalente) entro il 30 gennaio di quest’anno, sia il reddito di cittadinanza sia la pensione di cittadinanza vengono bloccati immediatamente. Niente pagamento dell’Inps, e 4.493 persone potrebbero rimanere senza assegno di sussistenza mensile. «Abbiamo già ricontattato 1.500 persone beneficiare – spiega sempre Saverio Viola dello sportello Inca – dandogli appuntamento perché ripresentino domanda per il nuovo anno. Se saltano questo, si blocca l’erogazione del beneficio». Vita non facile anche per il reddito di cittadinanza. Ma quest’anno una facilitazione c’è; l’Isee da ripresentare, infatti, si baserà sempre sul valore di giacenza media bancaria del 2018, e cambierà solo il dato del reddito percepito con la dichiarazione del 2019, ossia sempre reddito 2018. «Questo facilita le operazioni e soprattutto non va a modificare il dato sulla giacenza media bancaria rispetto alla domanda già presentata», commentano sempre all’Inca Cgil. Insomma, riparte la corsa al reddito e alla pensione di cittadinanza, con gli sportelli dei Caf che di nuovo diventeranno “sold out”.

Pochi gli stranieri. Gli italiani sono i primi a beneficiare del reddito di cittadinanza perché da loro è arrivata la stragrande maggioranza delle richieste. Il numero degli stranieri non è esiguo, ma in proporzione le richieste sono molte meno, considerata la popolazione di non pratesi. A Prato, 1.300 persone che percepiscono il reddito di cittadinanza sono italiane (quasi l’80% del totale), un centinaio sono albanesi, un’ottantina gli stranieri provenienti dal Marocco, e 61 cittadini rumeni (comunque cittadini europei). La parte rimanente dei beneficiari ha nazionalità diverse.

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