Pecci, Bini Smaghi riparte dai cinesi e dall’omaggio ai sabotatori di telai
Presentato al museo il nuovo presidente della fondazione «Romperemo le scatole a tutti per chiedere un aiuto»
PRATO. «Veniamo a rompere le scatole a tutti per chiedere un aiuto, un contributo non solo ai pratesi e ai toscani». Così il neopresidente della Fondazione per le arti contemporanee in Toscana, Lorenzo Bini Smaghi, ieri al Museo Pecci, per la presentazione ufficiale del nuovo Consiglio di amministrazione.
«Ci impegneremo per coinvolgere più del passato i privati e le imprese, convincendoli a guardare al futuro, credendo e investendo nel contemporaneo – continua il banchiere fiorentino – Non abbiamo modelli europei di riferimento, così come non abbiamo ancora fissato obbiettivi, ma dobbiamo alzare la quota contributi pubblici e la quota proventi da attività». Per quanto riguarda il rapporto con altre strutture del territorio, Bini Smaghi, già presidente della Fondazione Palazzo Strozzi, dice che «dobbiamo sì cercare collaborazioni con Firenze, ma anche con altre realtà». In ogni caso, l’ex commissario della Bce, ha voluto ribadire che ogni investimento sul Centro Pecci deve avere un ritorno sul territorio, perché la cultura ha risvolti socio-economici. Lorenzo Bini Smaghi è presidente di Societé Genérale, dopo la nomina nel Comitato esecutivo della Banca Centrale Europea dal 2005 al 2011, presidente di Italgas (2016-19), Snam (2012-2016), Sace (2001-2005) e membro del Cda di Finmeccanica, di MTS, della Banca Europea degli Investimenti, di Morgan Stanley International e Tages Holding. Gli altri membri del Cda per i prossimi tre anni sono Jacopo Gori, direttore Libri Trade del Gruppo Giunti, già fondatore della libreria Soprattutto libri in corso Mazzoni a Prato, Alessio Marco Ranaldo, presidente di Confindustria Toscana, contitolare di Alma spa e Pointex spa, Edoardo Donatini, responsabile Innovazioni e nuove generazioni del Teatro Metastasio, ideatore e direttore di “Contemporaneafestival, Gherardo Biagioni, contitolare della Tessilfibre e collezionista di arte contemporanea. Il sindaco Matteo Biffoni ha ricordato il percorso di riorganizzazione del museo dopo la riapertura, per superare i confini pratesi, toscani, italiani, non solo europei. Da alcuni giorni poi sono iniziati i lavori per la sistemazione dei locali del museo per ripartire con il Dipartimento Educazione, così come per la sistemazione della biblioteca. La vicepresidente della regione Monica Barni ha assicurato anche per il 2020 il contributo di 819mila euro, mentre il comune ha confermato 1.158.000 euro. Per ultima la direttrice Cristiana Perrella ha ricordato il lavoro svolto in questi due anni, per poi annunciare il programma per il 2020, che vede due novità. Innanzitutto ChineseWhispers, Generazione Next dalla Cina, una mostra con una nuova generazione di artisti dalla Cina, ma anche artisti di origine cinese cresciuti altrove o che in Cina si sono formati, nati fra i primi anni ’80 e fine ’90 e identificati come Generazione Y, Millennial Generation, Generation Next o Net Generation. E poi la mostra Protext! ripartendo dalla prima azione di sabotaggio di una macchina tessile fatta da un operaio nel 1779, alla vigilia della rivoluzione industriale. Ned Ludd si accanì contro il telaio su cui stava lavorando, rendendo impossibile la produzione. Un gesto di protesta contro lo sfruttamento del lavoro che provocò un massiccio movimento di resistenza e coinvolse centinaia di persone in azioni di sabotaggio dei telai meccanici nell’Inghilterra del primo ottocento. Attraverso la più recente generazione di artisti, Protext! prende in considerazione il tessuto e le sue diverse declinazioni come pratica artistica trasgressiva. —
Riccardo Tempestini
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