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Arrestato il "mediatore" delle liti fra bande cinesi
Zhou Ji Li, 43 anni, è accusato di tentata estorsione e gioco d'azzardo: la polizia lo ha preso in una delle due bische cinesi visitate mercoledì 18, dove sono stati denunciati 55 giocatori e sono state sequestrate 250 bottiglie di Brunello e Sassicaia adulterati
PRATO. La Squadra mobile della questura di Prato, diretta da Gianluca Aurilia, ha impiegato una quindicina di poliziotti, tra il pomeriggio e la serata di mercoledì, per sgominare due bische clandestine cinesi nella zona del Macrolotto zero. Ma il risultato di questa operazione, nella quale una poliziotta è rimasta leggermente contusa, è andato oltre alle attese. E’ stato, infatti, arrestato Zhou Ji Li, cinese di 43 anni, ritenuto il vero obiettivo del blitz. Inoltre, è stato scoperto un giro di bottiglie di vino adulterato, con false griffe Brunello di Montalcino e Sassicaia, gestito da due aretini e destinate ad essere esportate illegalmente in Cina. La polizia ne ha sequestrate 250, ma ha trovato anche diversi scatoloni vuoti, ad indicare, secondo gli inquirenti, che parte del vino è già stato portato o spedito in Cina.
Ma andiamo con ordine. Zhou Ji Li, di fatto gestore della bisca di via Castagnoli, è finito in carcere con l’accusa di tentata estorsione e gioco d’azzardo. Il suo era venuto fuori nell’ambito delle indagini sulla guerra fra bande cinesi per il controllo della prostituzione, nella quale sono già state arrestate vari personaggi. Gli episodi più gravi sono due: la violenta rissa con pistole e coltelli avvenuta alle Cascine di Tavola e un pestaggio al Wall Art Hotel. Zhou è ritenuto un mediatore fra le varie bande e, nel caso dell’estorsione che ha portato al suo arresto, ha consentito alla vittima dell’estorsione uno sconto dalla cifra iniziale richiesta sotto minaccia di morte ai familiari di 30.000 euro fino ai 6.000 effettivamente consegnati agli estortori.
“Il suo ruolo di mediatore non è molto diverso da quello di figure simili che vengono riscontrate in altre parti d’Italia dove la criminalità organizzata è molto forte”, ha spiegato il procuratore capo Giuseppe Nicolosi. Il procuratore e il capo della mobile Aurilia hanno definito la il comportamento di Zhou, “simil-mafioso”. L’uomo gode di una forte influenza ed ascendente nella comunità cinese, proprio per il suo ruolo di intermediario fra bande criminali. Già conosciuto alle forze dell’ordine, ha precedenti anche per reati gravi come il tentato omicidio. Zhou, che abita nei pressi della bisca che gestiva, ricavata in un immobile apparentemente destinato a capannone industriale, ed era appena tornato dalla Cina dove si era recato dopo aver ricevuto la notifica di una vecchia condanna a 1 anno e 8 mesi: temendo di finire in carcere, è tornato per sistemare i suoi affari.
Tornando al blitz nelle bische clandestine, la polizia ha denunciato 55 giocatori, tutti cinesi, 7 dei quali clandestini sul territorio nazionale. Altri sono riusciti a scappare. Uno di loro si è buttato dal secondo piano della struttura, procurandosi diverse fratture: è stato ricoverato al Cto di Careggi. .
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