Il presidio
Rapina: il carabiniere non risponde al gip, i complici sì
L’appuntato Serino sarà presto trasferito dalla Dogaia al carcere militare di S. Maria Capua Vetere. Molte ammissioni da parte dei due fruttivendoli arrestati insieme a lui
PRATO. Interrogato oggi, sabato 7, in carcere alla Dogaia dal gip Francesco Pallini, con lui anche i sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Massimo Petrocchi, l’appuntato dei carabinieri Ennio Serino, 36 anni, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Hanno invece “cantato” a lungo gli altri due arrestati, i fruttivendoli Giuseppe Zanfardino di 41 anni e Vincenzo Russo di 45, accusati insieme al primo di essere i basisti della rapina messa a segno nello scorso mese di maggi ai danni di una coppia di cinesi residenti a Galciana. Il carabiniere, difeso dall’avvocato Severino del foro di Napoli, e in appoggio l’avvocato Giuseppe Nicolosi, quanto prima e compatibilmente con i tempi organizzativi della macchina penitenziaria, sarà trasferito nel carcere militare di Santa Maria di Capua Vetere, in provincia di Caserta. Quanto agli altri due, il contenuto dell’interrogatorio è top secret, ma fonti vicine alla Procura parlano di una ricostruzione dei fatti in cui la tesi dei due pm pratesi esce rafforzata.
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