Un chilo di coca nell’auto in sosta Fermato pusher
In manette un uomo di 45 anni che era già stato arrestato la scorsa estate per lo stesso motivo e si era rimesso a trafficare
prato. Era stato arrestato la scorsa estate dalla polizia con l’accusa di spaccio di cocaina, ma è tornato in libertà e ha ripreso da dove era stato interrotto. Per questo nel pomeriggio di domenica un albanese di 45 anni, di cui non è stato reso noto il nome, è stato nuovamente arrestato dalla polizia di Prato perché trovato in possesso di un chilo di cocaina. L’arresto è scattato a Campi Bisenzio, dove l’uomo vive, ma la squadra mobile della polizia è convinta che la droga fosse destinata alla “piazza” pratese, dove l’albanese è solito cederla in partite di 50 o 100 grammi alla volta.
La Questura ha spiegato che il quarantacinquenne è stato tenuto d’occhio dai poliziotti in borghese, che lo hanno visto salire in auto insieme a un giovane connazionale. A un certo punto l’auto è stata affiancata da un furgone, coi cui occupanti c’è stato un breve scambio di battute. L’albanese è poi sceso per recuperare un giubbotto da un’auto in sosta ed è ripartito col connazionale. Guardando dai finestrini, i poliziotti hanno poi notato un involucro nascosto sotto uno dei sedili e si sono messi ad aspettare pazientemente. Un’attesa che è stata premiata in serata, quando l’albanese di 45 anni è tornato sul posto ed è andato a prendere la droga. In quel momento è stato arrestato e la droga, circa un chilo di cocaina, è stata sequestrata. Il giovane connazionale è stato poi rintracciato in un vicino pub e denunciato a piede libero. Bisognerà capire, ed eventualmente provare, quanto fosse consapevole dei traffici illeciti del connazionale arrestato oppure se si fosse semplicemente prestato a fargli da autista.
Il contatto col furgone a cui hanno assistito in mattinata gli uomini della squadra mobile potrebbe essere stato finalizzato a un successivo scambio di droga, che però non si è verificato.
La pratica di nascondere la droga nelle auto in sosta è abbastanza diffusa tra gli spacciatori per ridurre al minimo i rischi di farsela trovare in casa, ma come ha dimostrato l’operazione della squadra mobile, non mette al riparo lo spacciatore dall’arresto, se si fa cogliere mentre va a rifornirsi nel “deposito”. —
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