Il presidio
SE CI METTI UNO DEI TUOI IO CI METTO UNO DEI MIEI
Essere sopravvissuti all’orrore di Auschwitz non è una condizione sufficiente per ottenere una cittadinanza onoraria “in esclusiva”. Almeno così la pensa il consigliere comunale Claudio Belgiorno (Fratelli d’Italia), che di fronte alla proposta di Pd e 5Stelle di dare la cittadinanza pratese alla senatrice Liliana Segre ha detto sì, va bene, ma allora diamola anche a Egea Haffner, la “bambina con la valigia”, simbolo dell’esodo forzato degli italiani da Pola nel Dopoguerra. Fare una classifica del dolore è sempre spiacevole, ma non è questo il punto. Nella proposta della doppia cittadinanza (che poi non è nemmeno un’idea di Belgiorno, FdI lo sta facendo in tutta Italia) sembra di sentire il ritornello che ci ha accompagnato per mesi sui social: e allora il Pd? e allora i marò? (a proposito, che fine hanno fatto?). C’è questa idea secondo la quale se ci metti uno dei “tuoi” io ci metto uno dei “miei”, 1-1 e palla al centro. Dicono anche: Liliana Segre ha 89 anni, potevate pensarci prima. Ma il senso dell’iniziativa, par di capire, è di risposta agli ingiusti e ignobili insulti che in queste settimane sono stati rivolti alla senatrice, per nessun altro motivo se non quello di essere ebrea. E allora sì, diamo pure la cittadinanza onoraria alla bambina con la valigia, ma dopo. Prima diamola all’ex bambina che ha visto Auschwitz e ne custodisce la memoria. —
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