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È morto Franco Buricchi, l’ultimo lattaio di una dinastia
Stroncato da un malore di cuore a 81 anni, insieme al fratello era stato il titolare dello storico negozio del centro di Carmignano aperto dalla famiglia a fine ’800
CARMIGNANO. Lo conoscevano in tanti e con la sua storica latteria in via Roma, anche se l'attività lui e il fratello l'avevano ceduta da tempo per andare in pensione, costituiva sicuramente un pezzo di paese. Se n'è andato nei giorni scorsi, dopo un breve ricovero a seguito di problemi di cuore, Franco Buricchi: Remo all’anagrafe, ma Franco per tutti. Ottantuno anni, in giuria per il concorso di dessert lo scorso luglio a Santa Cristina a Mezzana, molti lo ricorderanno dietro al banco della sua bottega dove, oltre al latte, si potevano comprare biscotti e dolci. «Una persona giocosa e brillante, grande animatore» dice Lorenzo Petracchi.
Appassionato di canto, tanto da diventare da pensionato corista in chiesa, «quando si entrava in bottega - rievoca ancora Lorenzo - si sentiva battere sul piatto delle bilance e sui barattoli di latta e di vetro il ritmo delle canzoni che canticchiava». Discendente di una dinastia di lattai che da fine ’800o tenevano il negozio nella via centrale di Carmignano, Franco e il fratello avevano nel tempo espanso l’attività trasformando l’antica latteria in una affermata pasticceria. In appena venti metri via Roma accoglieva un forno storico, la pasticceria dei Buricchi e un alimentari.
Ma c’era la fila per tutti: la domenica, per un dolce o dei biscotti per il pranzo con i parenti, e la mattina dei giorni della settimana, quando anche gli studenti delle medie ne approfittavano prima di entrare in classe per comprare la colazione per la ricreazione. E così è stato per parecchi anni. Poi i fratelli nel 2005 avevano ceduto l'attività: tre anni fa il pasticcere che l'aveva rilevata è morto e la bottega ha chiuso. Ma i due erano rimasti ad abitare sopra la latteria, in un appartamento dove ora vive solo Roberto, dieci anni più grande. I funerali di Franco si sono svolti mercoledì e la chiesa era gremita.
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