Prato vuole dare la cittadinanza a Liliana Segre FdI anche a Egea
Ordine del giorno della destra che non si accontenta della senatrice ma le affianca un’esule dalmata
prato. Il Comune di Prato, come altri enti locali in giro per l’Italia, si appresta a conferire la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, 89 anni, la senatrice a vita superstite dei campi di sterminio nazisti, promotrice della Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza, un’iniziativa che le ha attirato messaggi di odio da parte di chi quella commissione non la voleva e l’assegnazione di una scorta per proteggere la sua incolumità. La proposta di conferimento della cittadinanza onoraria è contenuta in un ordine del giorno proposto dai gruppi di maggioranza e dal Movimento 5 Stelle, ma l’iniziativa non convince la destra, in particolare Fratelli d’Italia, che ha presentato un altro ordine del giorno nel quale si propone di dare la cittadinanza onoraria a Segre ma anche a Egea Haffner, un’esule dalmata, costretta a lasciare la città di Pola nel 1946.
«Parte da noi di Fratelli d'Italia la proposta che sarà discussa questo giovedì 28 novembre in consiglio comunale a Prato - si legge in una nota di FdI - Si condannino tutte le atrocità della storia del nostro Paese, siano esse nazifasciste o comuniste. Per noi è importate conferire la cittadinanza onoraria a queste due grandi donne, che hanno il compito di mantenere vivo il ricordo nelle giovani generazioni. Il nostro ordine del giorno ricorda le atrocità vissute dalla nostra città durante il periodo della seconda guerra mondiale, con l’eccidio dei 29 martiri di Figline il 6 settembre del 1944, e allo stesso tempo la via dedicata dal ex sindaco di sinistra Fabrizio Mattei ai martiri delle Foibe. Quindi la richiesta di cittadinanza onoraria per le due donne che rappresentano un prezioso baluardo della memoria storica del nostro paese».
«Liliana Segre, nata a Milano in una famiglia ebraica - spiega la nota di FdI - l'11 dicembre del 1943, a soli 14 anni venne arrestata, incarcerata e poi trasferita al campo di concentramento nazista di Auschwitz Birkenau, dove rimase prigioniera fino al maggio del '45».
«Egea Haffner, nata a Pola in una famiglia italo-ungherese nel 1941, fu costretta nel 1946 a soli sei anni a fuggire dalla sua città natale a causa della pulizia etnica operata dal dittatore comunista Tito dopo aver perso il padre, assassinato dalle bande iugoslave. La fotografia che la ritrae a cinque anni con una valigia in mano con scritto "esule giuliana", è diventata la triste icona della pulizia etnica nei confronti degli italiani dell'Istria e della Dalmazia e dell'esodo».
L’idea della doppia cittadinanza non è dei Fratelli d’Italia pratesi: era già stata proposta a Pontedera e a Pistoia. —
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