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I pratesi quest'anno pagano meno per i rifiuti

Francesco Albonetti
I pratesi quest'anno pagano meno per i rifiuti

La Tari scende del 5 per cento, unico caso in Toscana insieme a Grosseto. Ogni famiglia pratese nel 2019 spende in media 282 euro

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PRATO. I pratesi devono dire grazie alla raccolta differenziata se la Tari che pagano è una delle più basse in Toscana, anzi la più bassa dopo quella di Firenze, bel al di sotto della media nazionale. I dati dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, dati freschi perché di questo novembre 2019, parlano chiaro. Quest’anno ogni famiglia pratese paga per la tassa sui rifiuti 282 euro, a fronte di una media regionale di 323 euro e nazionale di 300 euro. Rispetto al 2018 la tassa è scesa del 5 per cento, come a Grosseto, unici due capoluoghi in Toscana dove si è verificato un calo così consistente. Quanto al dato nazionale, come detto la spesa media per famiglia per la tassa rifiuti nel 2019 è di 300 euro. Una media astratta che risulta fra differenze molto marcate fra nord e sud. La regione più economica è il Trentino Alto Adige, con 190 euro a famiglia, la più costosa la Campania con 421euro. Catania il capoluogo di provincia più costoso: 504 euro e un aumento del 15,9% rispetto al 2018. Potenza il più economico, 121 euro e un decremento del 13,7% rispetto al 2018.

Analizzando le tariffe dei 112 capoluoghi di provincia esaminati, sono state riscontrate variazioni in aumento in circa la metà, 51 capoluoghi; tariffe stabili in 27 capoluoghi e in diminuzione in 34. A Matera l’incremento più elevato (+19,1%), a Trapani la diminuzione più consistente (-16,8%). A livello di aree geografiche, i rifiuti costano meno al nord (in media 258 euro), segue il centro (299 euro), infine il Sud, più costoso (351 euro). In Toscana la media è di 323 euro a famiglia ma si passa dai 228 euro di Firenze ai 393/4 di Pisa e Carrara; a Pistoia inoltre si registra un incremento del 15,4% rispetto al 2018, il più alto della regione. Per quanto riguarda la raccolta differenziata, si va 32,6% di Massa al 78,3% di Lucca.

Più di due famiglie su tre (precisamente il 68,2%) ritengono di pagare troppo per la raccolta dei rifiuti: la percentuale sale all’83,4% in Sicilia, segue l’Umbria con l’80,2%, la Puglia con il 79,1%, la Campania con il 78,4%. Solo il 60% delle amministrazioni comunali o delle aziende che gestiscono il servizio ha elaborato e reso disponibile la Carta dei servizi. Solo due su tre indicano il tipo di raccolta effettuata, la metà esplicita la frequenza con cui è effettuata. E al cittadino è ancor meno dato a sapere con che frequenza vengono igienizzati i cassonetti (lo indica appena il 47% delle Carte), pulite le strade (37%) o svuotati i cestini per strada (25%). L’indagine sui costi sostenuti dai cittadini per lo smaltimento dei rifiuti in tutti i capoluoghi di provincia prende come riferimento nel 2019 una famiglia tipo composta da 3 persone ed una casa di proprietà di 100 metri quadri.

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