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Patteggiano i parà che chiedevano soldi ai cinesi
Tre dei quattro militari hanno chiuso i conti con la giustizia, il quarto è ancora in forza al reggimento di Pistoia, è sospeso ed è stato rinviato a giudizio
PRATO. Hanno patteggiato una condanna a due anni di reclusione con la sospensione condizionale tre dei quattro paracadutisti del 183° reggimento Nembo di Pistoia arrestati nel novembre dell'anno scorso con l'accusa di concussione per aver preteso soldi da alcuni cinesi con la scusa dei controlli dell'operazione "Strade sicure".
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Alessandro Ranieri Fazzi, pratese di 35 anni, difeso dagli avvocati Rocca, Nigro e Santini, Dimitri Dallai, pratese di 25 anni, e Mattia Carrabs, 22 anni, di Santa Maria a Monte, difesi dall'avvocato Alessio Scala del foro di Nola, hanno ammesso le loro responsabilità e hanno concordato col pubblico ministero Lorenzo Gestri una pena che è stata giudicata congrua dal giudice per le indagini preliminari Costanza Comunale, mentre Emanuele Pepe, pistoiese di 44 anni, difeso dall'avvocato Giovanni Renna, è stato rinviato a giudizio nel processo che inizierà il prossimo 17 gennaio. Fazzi, Dallai e Carrabs non sono più nell'esercito, mentre Pepe è ancora in forza al reggimento Nembo ma risulta sospeso a stipendio ridotto.
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