Il presidio
"L'Alto Adige come il Tibet": Wong fa infuriare il centrodestra
Le parole del consigliere comunale durante il dibattito sulle proteste a Hong Kong. Spada: "Vergogna, si dimetta". Silli: "Fa gli interessi dell’Italia o della Cina?"
PRATO. Quello che doveva essere un dibattito in consiglio comunale su una questione molto lontana da Prato, gli scontri in corso da mesi a Hong Kong, si è trasformato in uno scontro verbale che ha fatto emergere una divisione nella maggioranza (da una parte il Pd, dall’altra i consiglieri della lista civica Biffoni Sindaco) e nella richiesta di dimissioni del consigliere comunale Marco Wong (Biffoni Sindaco) da parte di tutto il centrodestra.
Oggetto del contendere due, anzi tre ordini del giorno sulla questione Hong Kong ma soprattutto le parole del consigliere Wong, che dapprima ha detto che in Cina non c’è un solo partito ma ce ne sono otto e poi che ci sono regolari elezioni amministrative «dove hanno votato 900 milioni di persone». A far insorgere il centrodestra, però, è stato un improvvido accostamento tra l’occupazione cinese del Tibet e il trattamento riservato dall’Italia all’Alto Adige: «Diverse politiche verso quel territorio sono state simili a quelle della Repubblica popolare cinese». Apriti cielo. Mentre i consiglieri di maggioranza rimanevano immobili, nascondendo un probabile imbarazzo, quelli di centrodestra si sono agitati, e parecchio.
Daniele Spada ha alzato la voce: «Paragonare l’Alto Adige al Tibet è una vergogna, una cosa che a noi italiani fa schifo!». E rivolto ai consiglieri di maggioranza: «Voi che tutte le mattine cantate l’inno di Mameli non vi vergognate a sedere accanto a chi dice certe cose?». In realtà una spaccatura si era già prodotta prima degli interventi, perché il Pd e la lista Biffoni Sindaco non si sono trovati d’accordo su un ordine del giorno comune sulla questione Hong Kong. Quello del Pd evidentemente è parso troppo deciso a Wong, quello di Wong troppo timido al Pd. Quello del centrodestra, invece, l’ha presa molto larga ricordando la caduta del muro di Berlino, la strage di piazza Tienanmen, i morti attribuiti a Mao, per arrivare all’ultimo Capodanno cinese in piazza del Mercato Nuovo, dove è stata mostrata una replica del Palazzo del Potala a Lhasa, capitale del Tibeto occupato. Tutto per dire che ora bisogna sostenere che contesta il potere cinese a Hong Kong.
La replica di Wong aveva per oggetto quell’ordine del giorno a cui ne ha contrapposto uno nel quale invita polemicamente il terzo settore e gli avvocati ad attivarsi per far ottenere il permesso di soggiorno ai clandestini cinesi per motivi umanitari, ma nel testo non si rintraccia una chiara condanna delle politiche di Pechino nell’ex colonia britannica. È andata a finire che il Pd ha votato l’ordine del giorno di Wong e la lista Biffoni Sindaco ha votato l’ordine del giorno del Pd, mentre tutti e due hanno bocciato quello del centrodestra. «Non ci possono esser ambiguità e doppiogiochismi sul rispetto dei diritti umani e sulla posizione da tenere nei confronti di chi li viola - chiosa da Roma il deputato Giorgio Silli (Cambiamo) - Chiedo formalmente al consigliere Wong di esser chiaro: vuole fare gli interessi dell’Italia o della Cina?».
Sulla vicenda è intervenuta anche la consigliera comunale Silvia La Vita del Movimento 5 Stelle. "Se l'opposizione che il centro destra fa alla giunta Biffoni per migliorare la qualità della vita dei cittadini pratesi è quella vista negli ultimi giorni - scrive La Vita - tra richieste di dimissioni per una discussione in aula di ben tre odg su Hong Kong, la proposta di esporre crocifissi negli uffici pubblici e nelle scuole, o quella di allestire presepi in tutte le scuole (mozioni che come M5S boccieremo convintamente) il quadro è quanto mai desolante. Questa città ha problemi enormi e di varia natura che richiedono impegno e serietà da parte di ogni forza politica, perchè non solo Prato continua a peggiorare, ma si rischia ancora di più che i cittadini si allontanino dalla politica, come ha dimostrato l'alto tasso di astensionismo alle scorse elezioni amministrative. Facciamo dunque un appello a tutte le forze politiche presenti in Consiglio: torniamo a fare Politica, a occuparci delle tante urgenze di Prato e lavoriamo per aumentare la partecipazione dei cittadini, lasciando stare temi divisivi in una fase storica come questa in cui c'è bisogno più che mai di essere uniti".
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