Il Tirreno

Prato

in tribunale

Calciopoli, tre inchieste in una con 19 imputati

Francesco Albonetti
Il presidente dell'Ac Prato Paolo Toccafondi
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Il presidente dell'Ac Prato Paolo Toccafondi

Tratta dei baby calciatori, partite truccate e lavori allo stadio: il gip accoglie le richieste della Procura. Processo unico a Prato

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PRATO. Tratta dei baby calciatori, partite truccate e irregolarità dei lavori allo stadio Lungobisenzio. Tre filoni all’appartenza molto diversi fra loro, ma che il giudice per le indagini preliminari Daniela Migliorati ha deciso di unificare, portando un unico processo a Prato. Un processone con 19 imputati la cui data della prima udienza è stata fissata al 30 gennaio. In questi mesi qualcosa potrebbe cambiare, perché le difese di alcuni imputati potrebbero chiedere il patteggiamento o accogliere riti alternativi per abbrevviare un dibattimento che si preannucerebbe fiume. Sulle richieste di rinvio a giudizio o sugli eventuali riti alternativi (abbreviato e patteggiamento), il giudice deciderà il 30 gennaio.

Tuttavia, la decisione del giudice accoglie le richieste dei sostituiti procuratori Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli, in particolare sulla tratta dei calciatori africani, che Il presidente del Prato Paolo Toccafondi, attraverso gli avvocati Enrico Guarducci e Fausto Giunta, avrebbe voluto invece tenere separato trasferendo l’inchiesta dalla competenza della procura di Prato ad altre procure: o quella di Bologna, in quanto i ragazzini africani misero piede in Italia proprio all’aeroporto di Borgo Paginale; oppure trasferirla alla procura di Firenze, in quanto le stesse baby promesse vennero alloggiate inizialmente a Sesto Fiorentino.

Nel registro degli indagati del filone sulla tratta dei calciatori africani, il maggiore imputato è proprio il presidente dell’Ac Prato  Toccafondi. Oltre a lui, tolti coloro che hanno già patteggiato, sono rimasti altre quattro persone. Toccafondi compare solo nella parte dell'inchiesta che riguarda il favoreggiamento dell'ingresso illegale in Italia di quattro minori ivoriani. Insieme a lui, anche il segretario dell'Ac Prato Alessio Vignoli, a cui vennero affidati due dei quattro minori.

Per quanto riguarda l’inchiesta sullo stadio, la figura chiave è quella dell’ex dirigente dei lavori pubblici del Comune Luca Piantini, difeso da Gabriele Terranova. È accusato, in particolare, di falso ideologico, perché, secondo la procura, falsificò documenti per dimostrare la somma urgenza dei lavori allo stadio. E’ accusato anche di depistaggio per aver ostavolato le indagini. Insieme a lui, sono indagati anche Sandro Grassi e Giuseppe Mazzeo della Castelnuovo Lavori, la ditta aggiudicataria dell'appalto del Lungobisenzio.Infine, per la frode sportiva relativa ad alcune partite di Eccellenza e Promozione, la lista degli indagati è ancora più lunga

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