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Prato

sicurezza 

Cambia l’appalto, vigilanti in allarme

Maria Lardara
Fabrizio Micillo insieme al sindacalista Nunzio Martino
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Fabrizio Micillo insieme al sindacalista Nunzio Martino

Le guardie giurate che fanno servizio negli ospedali temono ripercussioni e chiedono migliori condizioni di lavoro

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PRATO. Il loro è un mestiere costellato di rischi e pericoli. Divisa e pistola d’ordinanza, sono un baluardo di sicurezza in corsia. Lo stipendio di 1.100 euro al mese se lo sudano letteralmente anche con turni di 18 ore al giorno in ospedale, per via degli straordinari. Pochi soldi, tanti rischi e altrettante incertezze per il futuro. Sono giorni difficili per il popolo delle guardie giurate che si occupano di sorvegliare l’ospedale Santo Stefano e tutti i presidi sanitari dell’Asl Toscana Centro (compresa l’area dell’ex Misericordia e Dolce e del centro Giovannini): si avvicina il cambio d’appalto – l’ultimo risale a dieci anni fa – un momento cruciale per 120 lavoratori che si dividono fra servizi di vigilanza e portierato per conto dell’Asl Toscana Centro, una quarantina a Prato (trenta guardie giurate, dieci portieri).

Ad aggiudicarsi la gara bandita dall’Estar e dall’Asl Toscana Centro per l’affidamento del servizio di vigilanza è stato nel settembre scorso un raggruppamento d’imprese composto da Coopservice, Sicuritalia, Gsa non ancora subentrato al vecchio raggruppamento uscente (Securitas Metronotte Toscana, Il Globo Vigilanza, Corpo Vigili Giurati). Guardie e portieri dovrebbero essere riassorbiti dal nuovo soggetto il 1° dicembre, in nome della clausola sociale degli appalti pubblici inserita nel bando di gara. Ma uno dei nodi è il passaggio di tutte le figure in base all’anzianità, tipologia del lavoro svolto e ai giorni di presenza: in questa fase di verifica degli elenchi dei lavoratori la Filcams Cgil tiene le antenne dritte.

E coglie l’occasione del cambio d’appalto per invocare un miglioramento delle condizioni di lavoro delle guardie giurate, fermo restando il sacrosanto diritto al posto di lavoro già tutelato. «Siamo preoccupati per il cambio d’appalto in corso – sottolinea il sindacalista Nunzio Martino della Filcams Cgil – Alcune guardie “storiche” dell’ospedale fanno questo lavoro anche da oltre vent’anni. Il loro è un lavoro “in trincea”, a rischio di elevato stress. Chiediamo da tanti anni una postazione di servizio nei locali dell’ospedale Santo Stefano che, soprattutto nelle ore notturne, dia respiro ai lavoratori».

Sono sei le guardie giurate che giorno e notte coprono il servizio al Santo Stefano dove spesso si trovano a fare da interfaccia fra personale sanitario e utenza, esponendosi a situazioni qualche volta sgradevoli. «Ci ritroviamo a fare i “bodyguard” di medici, infermieri e Oss ma il nostro compito previsto da contratto dovrebbe limitarsi alla protezione dei beni aziendali a rischio», sottolinea la guardia Fabrizio Micillo, delegato Filcams Cgil, che lamenta la mancanza di una stanza con gli armadietti dove riporre i propri oggetti. «Complice il cambio appalto in corso, chiediamo che vengano migliorate le nostre condizioni materiali di lavoro. Stiamo alla finestra, in attesa di essere convocati dal nuovo aggiudicatario».

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