Il Tirreno

Prato

tragedia

La madre si suicida, lui muore per malore dopo aver cercato di fermare la donna

Francesco Albonetti
Il pronto soccorso dell'ospedale (archivio)
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Il pronto soccorso dell'ospedale (archivio)

L’uomo, 60 anni, malato, si è scollegato dal respiratore per bloccare l’anziana di 86 anni che si è lanciata dal balcone

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PRATO. La mamma, anziana e col figlio invalido, si getta dal terrazzo. Il figlio cerca di impedirglielo, si stacca dal tubo che gli consente di respirare e corre incontro alla donna. Ma accusa un malore e muore qualche ora dopo all’ospedale. La doppia tragedia familiare si è consumata ieri mattina nel silenzio di un condominio della zona ovest della città. Silenzio che è stato improvvisamente interrotto dall’arrivo di ambulanze, carabinieri e mezzi dei vigili del fuoco. Quando però era troppo tardi per salvare due vite, legate dalla solitudine e dalla malattia.

Erano le 9 circa quando una volontaria che assisteva a orari alterni l’uomo, 60 anni con problemi di salute tanto da essere legato ad un respiratore, ha suonato più volte alla porta dell’abitazione, al secondo piano della palazzina. Nessuno rispondeva ed era molto strano, perché la donna di 86 anni non usciva quasi più di casa e il figlio non poteva farlo perché minato nella salute ancor più della mamma. La volontaria ha intuito che potesse essere capitato qualcosa di brutto e ha chiamato i vigili del fuoco per aprire quella porta, oltre la quale non giungeva un solo rumore.

I pompieri arrivati da via Paronese per un intervento che sembrava quasi di routine, quella dell’apertura di un uscio di casa, non immaginavano lo scenario drammatico al quale avrebbero assistito nel giro di pochi minuti. La porta è stata aperta. I vigili del fuoco e la volontaria hanno trovato subito il sessantenne riverso a terra, staccato dal suo apparecchio vitale, stremato al suolo nel tentativo di raggiungere la madre – secondo la ricostruzione dei carabinieri arrivati poco dopo per i rilievi del caso – ed impedirle di compiere quell’estremo gesto.

L’amore per quella mamma rimasta così a lungo con lui, la disperazione di restare solo nella malattia: pensieri e sensazioni forti che superavano di gran lunga il rischio razionale che stava correndo nello staccarsi da quell’apparecchio per la respirazione. L’uomo però dava ancora segnali di vita: è arrivata un’ambulanza della Pubblica Assistenza, una prima visita rapida e l’uomo è stato intubato di nuovo. Poi la corsa disperata verso l’ospedale Santo Stefano.

Il sessantenne però non ce l’ha fatta: è morto dopo il ricovero per le conseguenze subite nel tempo trascorso tra il suicidio della madre e l’arrivo della volontaria e dei vigili del fuoco. Sono stati proprio i pompieri, visto che quando sono entrati della donna non c’era traccia, a collegare la finestra del balcone spalancata con la possibilità che potesse essere avvenuto il peggio. Hanno sceso le scale e una volta al piano terra hanno trovato subito il cadavere dell’anziana, riverso sul pavimento del giardino della palazzina.

L’ottantaseienne ha compiuto un volo di una decina di metri. Sul posto intanto sono arrivate altre ambulanze della Misericordia e della Croce d’Oro. I carabinieri hanno sentito la volontaria e altre persone, hanno compiuto tutti i rilievi di rito. Ricostruendo la drammatica sequenza dei fatti avvenuti ieri mattina a Prato, gli inquirenti non hanno dubbi che si sia trattato di un suicidio della disperazione a cui è seguita l’ulteriore tragedia del figlio della donna. Ulteriori rilievi sono stati disposti dal magistrato di turno di Prato, Lorenzo Gestri, tra cui l’esame esterno sul corpo della donna e l’ora esatta della morte. Non è chiaro quanto tempo sia intercorso fra il suicidio e il momento in cui le squadre dei soccorsi hanno aperto quella maledetta porta. Un tempo comunque abbastanza lungo da comportare gravi conseguenze per il fisico già minato dalla malattia del figlio sessantenne della donna

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