Il presidio
I dipendenti Asl del vecchio ospedale non vogliono pagare il parcheggio
Protestano i rappresentanti sindacali: "Chi lavora all'ex Misericordia e Dolce o al Giovannini ha un trattamento diverso da chi lavora al Santo Stefano"
PRATO. Sono stufi di dover pagare il parcheggio per andare a lavorare perciò si sono rivolti ai sindacati. Sono i lavoratori della Asl Toscana Centro in servizio all’ex ospedale Misericordia e Dolce. Il presidio, dopo il trasferimento dell’ospedale, ospita infatti ancora diversi servizi, dove svolgono la loro attività numerosi operatori (in buona parte amministrativi, ma anche infermieri, oss, tecnici e altri). Se si sommano a quelli del Giovannini, del centro di prevenzione oncologica “Eliana Martini” e del dipartimento di prevenzione di via Lavarone, si arriva a quota 400 lavoratori, che per parcheggiare la loro auto per andare a lavoro pagano ogni mese 14 euro (168 euro l’anno). «È una vera e propria tassa che i dipendenti devono pagare, a differenza dei loro colleghi dell’ospedale Santo Stefano (per cui il parcheggio è gratuito ndr) – spiega Massimo Cataldo, coordinatore Cisl per Asl Toscana Centro –. È una disparità di trattamento che ci sembra ingiusta ed esasperante. Anche perché le persone vanno lì per lavorare». I dipendenti della Asl possono parcheggiare nella parte sud di piazzale Ebensee, altrimenti per posteggiare nella parte nord (quella più vicina all’ex ospedale) la tariffa sale a 25 euro mensili.
«Oltre alla distanza, c’è anche una questione di sicurezza – aggiunge Cataldo – Percorrere quel tratto la sera uscendo da lavoro non è il massimo e ci sono già state delle aggressioni (anche perché l’area non è videosorvegliata)». Il malcontento dei lavoratori è ancora più forte perché da giugno c’è stato un taglio di 50 euro mensili sulle indennità che spettano ai dipendenti dell’azienda. «Già c’è un mancato introito di 600 euro l’anno rispetto a prima, se poi a questo aggiungiamo i 168 euro del parcheggio le mancate entrate diventano consistenti» commenta Andrea Calò, coordinatore di Cobas per la Asl Toscana Centro. Altro problema per gli operatori dell’ex ospedale riguarda la mensa che, stando a quanto raccolto e riportato dai sindacati, sarebbe di qualità non adeguata. «Chiediamo che il trattamento dei lavoratori sia omogeneo su tutta l’area della Asl» sintetizza Simone Baldacci, coordinatore Cgil per l’azienda. I lavoratori dell’ex presidio non possono inoltre più ovviare alla situazione consumando i pasti negli esercizi commerciali convenzionati e i sindacati chiedono che venga ripristinata questa possibilità.
«C’è il cantiere ancora chiuso, che crea qualche disagio – spiega Andrea Borgheresi, vicecoordinatore delle Rsu della Asl Toscana Centro –, ma la demolizione non parte». A preoccupare ancora di più i sindacati, a livello pratese ma anche di area vasta, tuttavia è il turnover del personale. Sono infatti 95 soltanto nelle sedi pratesi dell’azienda gli operatori che a fine anno andranno in pensione (di cui 31 con quota 100), ma il piano occupazione della Asl ha previsto, per il 2019, l’ingresso di 222 nuove unità per tutta l’area vasta (126 infermieri, 90 oss e 6 ostetriche). Ad aggravare la situazione, a detta dei sindacati, la diffusione del batterio New Delhi e le nuove procedure per contrastarla entrate di recente in vigore per gli operatori che, pur necessarie, aumentano i tempi di assistenza e dunque il carico di lavoro del personale già in servizio.
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