Il gruppo San Pellegrino alla ricerca di una sede per soluzioni “green”
Dall’Interporto di Prato allo stabilimento di Acqua Panna sui monti di Scarperia ci sono circa 40 chilometri. Molto più lunga è la strada per spedire Oltreoceano l’acqua imbottigliata del gruppo San Pellegrino di cui fa parte il marchio toscano Acqua Panna.
PRATO. Dall’Interporto di Prato allo stabilimento di Acqua Panna sui monti di Scarperia ci sono circa 40 chilometri. Molto più lunga è la strada per spedire Oltreoceano l’acqua imbottigliata del gruppo San Pellegrino, di cui fa parte il marchio toscano Acqua Panna. Navi, camion, treno: se potesse scegliere il mezzo che inquina meno, Maura Sartore del gruppo San Pellegrino, non avrebbe dubbi. Per questo la responsabile della catena di distribuzione spalanca le braccia all’Interporto della Toscana Centrale, gettando le basi di una collaborazione futura all’insegna di una logistica sempre più sostenibile. Il gruppo San Pellegrino avrebbe scelto infatti l’Interporto per realizzare la sua casa della logistica nell’Italia centrale, un punto di snodo per la distribuzione. Del resto, il trasporto su ferro dell’acqua minerale sarebbe una soluzione più sostenibile di quello su gomma che avviene già.
«Abbiamo un’organizzazione già molto attenta alla logistica “verde” – ha sottolineato la manager del gruppo San Pellegrino intervenendo al convegno - I nostri camion non devono mai viaggiare a vuoto e parte della nostra flotta di mezzi è alimentata a gas. Ma ci manca l’ultimo pezzo, quello della grande distribuzione. L’Interporto – aggiunge Sartore – si trova a pochi chilometri dal nostro stabilimento di Scarperia. Non possiamo che sostenere lo sviluppo di questa infrastruttura nella misura in cui ci potrebbe consentire soluzioni “green” per prendere in carico le bottiglie e portarle sulla tavole degli Stati Uniti».
Strizza l’occhio all’Interporto anche una realtà come la Comieco di Milano, il consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi di carta. Anche per loro la sfida è convertirsi al trasporto su ferro per il macero imballato. «Il problema maggiore – ha spiegato Elisa Sattanino di Comieco – risiede nella raccolta differenziata di carta e cartone che arriva dal Sud Italia per essere riciclata: finora le nostre cartiere hanno sempre effettuato soprattutto trasporto su gomma». Oltre ai manager di Comieco e gruppo San Pellegrino, erano presenti anche i rappresentanti di altre realtà importanti della grande distribuzione, tecnologia e innovazione: Coop, Unieuro, Cantine Bonacchi, Msc e consorzio Detox.
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