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Dall’Interporto di Gonfienti container via treno fino in Cina
ll nuovo asse strategico che guarda a Oriente è possibile grazie alla partnership con il gruppo tedesco DB Schenker: 17 giorni su rotaia rispetto a 35-40 per mare
PRATO. Prato-Xi’an, biglietto di andata su rotaia. È un biglietto lungo 17 giorni, quelli che serviranno per trasportare i container fino alla Terra di Mezzo. È un biglietto che fa gola alle grandi e piccole aziende che fanno export in Cina e hanno bisogno di accorciare i tempi rispetto al trasporto marittimo. Dal 13 novembre un treno merci speciale proveniente da Livorno farà tappa all’Interporto di Prato, per poi ripartire alla volta dell’hub di Verona, centro nevralgico della logistica europea che è sempre più green.
Il nuovo asse strategico che guarda a Oriente, possibile grazie alla partnership con il gruppo tedesco DB Schenker, è stato annunciato durante il convegno “Il trasporto intermodale, leva di crescita per il territorio toscano”, organizzato da Interporto insieme a Logistica Uno ai Magazzini Generali. Inizialmente il collegamento garantito dal colosso tedesco (presente con una filiale dentro Interporto) entrerà in funzione una volta alla settimana ma, dal gennaio 2020, i collegamenti settimanali saliranno a tre aggiungendosi a quelli già esistenti con il porto di La Spezia. In vista dei maggiori volumi ferroviari che inevitabilmente si produrranno, Interporto punta a rinnovare il sodalizio con Mercitalia Rail, società di Ferrovie dello Stato che gestisce il servizio di trasporto merci. «È sicuramente un partner centrale nello sviluppo di questo business, sulla scia delle indicazioni che arrivano dall’Unione Europea – sottolinea il neo presidente di Interporto Francesco Querci – Attraverso il sistema integrato dell’intermodalità, lavoreremo sulla sostenibilità ambientale, riducendo inquinamento e traffico». Come funzionerà la nuova linea verso la Cina? Due i punti nevralgici: il porto di Livorno e l’hub di Verona su cui si snoderà la rete intermodale con tappa intermedia all’Interporto pratese. La città veneta ha infatti un ruolo di crocevia per le merci europee. Da lì passano i carichi diretti nel Nord Europa e viceversa: Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Polonia, Repubblica Ceca. Da Verona, il treno partito da Prato proseguirà il suo lungo tragitto verso la città di Xi’an, in Cina. Il vantaggio? La velocità rispetto ai tempi della nave (17 giorni su ferro, 35-40 via mare). In una regione in cui solo l’1% delle merci viaggia su rotaia, l’Interporto punta a diventare il nodo di scambio tra i porti della costa, il Nord Europa e la Cina. «Rispetto al collegamento con Livorno – fa sapere il direttore Daniele Ciulli – si potrebbe pensare a un sistema di treni navetta in grado di creare benefici economici e ambientali. Non è escluso che si possa pensare a come incrociare questa linea con quella esistente che ci collega a La Speziae». Prima che DB Schenker sviluppasse a Prato questo nuovo collegamento per la Cina passando per Verona, i treni tedeschi per l’Oriente partivano da Amburgo e Duisburg: le merci italiane arrivavano in Germania con i mezzi pesanti. Folta la platea di rappresentanti istituzionali presenti al convegno: il sindaco Matteo Biffoni, il presidente di Confindustria Toscana Alessio Ranaldo, il presidente del consorzio Detox Andrea Cavicchi, gli assessori regionali Vincenzo Ceccarelli e Stefano Ciuoffo. —
Maria Lardara
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