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Un parco di 190.000 metri quadrati all'Interporto
Tra i progetti del neo-eletto presidente Francesco Querci anche il collegamento via ferro con Livorno e Verona entro la fine dell'anno
PRATO. Collegare entro fine anno via ferro l’interporto pratese con Livorno e Verona. È uno degli obiettivi del nuovo consiglio d’amministrazione dell’Interporto della Toscana Centrale, insediatosi pochi giorni fa sotto la guida del nuovo presidente Francesco Querci. Nel nuovo direttivo due conferme, Luca Giusti e Francesca Fani, e due nuovi nomi, Andrea Dominijanni e Fabia Romagnoli.
Rivolgere i propri sforzi alle attività che puntano allo sviluppo dell’intermodalità, cioè al potenziamento dei trasporti su ferro rispetto a quelli su gomma, piuttosto che a quelle immobiliari, cioè relative all’affitto dei magazzini dell’interporto, è infatti la volontà espressa dal nuovo vertice della società. Un po’ perché gli spazi del polo – che conta 90mila metri quadrati di magazzini – sono quasi saturi (60 le aziende presenti), un po’ per una scelta di indirizzo.
«Il nostro tentativo è portare il più possibile i trasporti toscani dalla gomma al ferro – spiega Querci – Gli indirizzi a livello mondiale ed europeo vanno infatti in questa direzione, soprattutto per ragioni di sostenibilità: il trasporto su ferro consuma la metà dell'energia di quello su gomma ed ha 1/3 delle emissioni di CO2, per non parlare del decongestionamento delle autostrade che rende possibile. È il momento giusto per porsi in prima linea in questo percorso».
I collegamenti con Livorno e il suo porto e con Verona, hub ferroviario strategico per il nord Europa, si andrebbero ad aggiungere a quello già attivo (2 volte a settimana) con La Spezia. Altro obiettivo da mettere a segno è l’espansione verso Campi Bisenzio, per un’area di 250mila metri quadrati. Il ministero dell’Ambiente ha firmato il decreto di Via e si attende ora la controfirma di quello dei beni culturali. In ballo ci sono circa 300 posti di lavoro, diretti e nell’indotto.
«Le richieste per gli spazi da parte delle aziende sono tantissime – rivela il direttore dell’Interporto Daniele Ciulli – Faremo una selezione individuando i partner interessati al trasporto intermodale». C’è poi un altro elemento, che riguarda Prato: la società vorrebbe rendere utilizzabile dalla città un’area verde di 190mila metri quadrati, privata ma ad uso pubblico. Non è ancora chiaro come, ma si pensa ad esempio alla creazione di un parco lungo il Bisenzio.
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