Il presidio
Spacciatore arrestato cinque volte in 10 mesi ma non finirà in carcere
Il giudice ha accolto la richiesta del pm: obbligo di dimora nella provincia di Prato. Secondo la legge sono troppo esigue le quantità di droga vendute per metterlo in carcere
PRATO. È stato arrestato cinque volte in dieci mesi, sempre per spaccio di piccole quantità di eroina, ma nemmeno stavolta finirà in carcere, perché le norme in tema di spaccio non lo consentono. In manette è finito martedì Emefiele Stanley Emeche, nigeriano di 26 anni senza fissa dimora e senza permesso di soggiorno. . Per sbarcare il lunario vende eroina e dall’inizio dell’anno è già la quinta volta che viene colto in flagrante. L’ultima volta era successo lo scorso 8 ottobre, quando i carabinieri lo bloccarono mentre nascondeva un po’ di droga accanto a un albero in via Giuliano da Sangallo. Stavolta lo hanno bloccato sulla pista ciclabile nei pressi della stazione centrale e lo hanno trovato in possesso di 9 grammi di eroina.
Oggi, giovedì 24, assistito dall’avvocato Cristiano Toraldo, è comparso davanti al giudice per la convalida e la direttissima. Il pubblico ministero Laura Canovai ha chiederà il divieto di dimora a Prato. E la decisione del giudice è stata proprio quella: divieto di dimora nella provincia di Prato.
Fino a ieri Emefiele Stanley Emeche era sottoposto all’obbligo di firma, che però non gli ha impedito di continuare a spacciare. Sono due articoli del Codice di procedura penale, il 275 e il 280, a impedire che i piccoli spacciatori finiscano in carcere se non quando accumulano una serie di condanne per un totale di oltre 4 anni (ma possono passare molti anni perché questo accada). L’unico modo per ottenere la custodia cautelare in carcere è una richiesta di aggravamento delle misure a cui era sottoposto lo spacciatore prima di essere nuovamente arrestato, e a chiederlo deve essere il magistrato che si è occupato del penultimo arresto, nel caso di Emefiele Stanley Emeche il quarto della serie.
La Procura aveva chiesto una misura di custodia anche per una donna cinese che era già agli arresti domiciliari (ha anche una bambina di 2 anni) ed è stata trovata con 14 grammi di chetamina, ma il giudice non le ha concesse.
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