Il Tirreno

Prato

violenza sulle donne 

Perseguita la sua ex anche in palestra Il giudice lo allontana

Paolo Nencioni
Perseguita la sua ex anche in palestra Il giudice lo allontana

Hanno entrambi la passione per il body building Il giudice dispone il divieto di avvicinamento per l’uomo

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PRATO. Il giudice per le indagini preliminari Francesco Pallini ha disposto sabato il divieto di avvicinamento nei confronti di un uomo di 31 anni all’abitazione, al luogo di lavoro e alla palestra frequentata dalla sua ex compagna. L’uomo è accusato di violenza privata e atti persecutori contro la donna, che ha 37 anni e che lo ha denunciato dopo un periodo burrascoso.

I due si sono conosciuti nella palestra dove entrambi praticano body building e dopo un po’, dallo scorso mese di febbraio, hanno iniziato a convivere. Le cose però si sono guastate abbastanza presto, tanto che nel mese di luglio c’è stata una violenta discussione nel corso della quale, ha raccontato la donna, il trentunenne le ha schiacciato la testa contro il letto. Quando la donna è riuscita a liberarsi ha preso il proprio telefono cellulare e gli ha detto che avrebbe chiamato la polizia. Per tutta risposta l’uomo le avrebbe strappato di mano il telefono e l’avrebbe gettato dalla finestra.

Dopo questo episodio la convivenza si è interrotta e lui, sempre secondo il racconto della donna, avrebbe iniziato molestarla con continue richieste di incontri. L’avrebbe pedinata, seguita nelle sue serate con le amiche nei locali e anche in palestra, dove avrebbe continuato a cercare contatti che la donna non gradiva. Del caso si è poi occupata la squadra mobile della polizia, che ha consegnato al sostituto procuratore Laura Canovai gli elementi raccolti e il magistrato ha chiesto al giudice una misura nei confronti dell’uomo. Il gip, come detto, ha disposto il divieto di avvicinamento.

Dall’inizio dell’anno la Procura calcola che in media ogni giorno viene preso un provvedimento restrittivo per casi di stalking. Attività che si è intensificata dopo l’entrata in vigore, all’inizio di agosto, del cosiddetto “codice rosso” che ha accorciato i tempi di intervento in casi di atti persecutori.

Un fenomeno sommerso che evidentemente in questi mesi sta emergendo in tutta la sua gravità. —

Paolo Nencioni

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