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Magnelli lascia il Pd ed entra in Italia Viva

Alessandro Formichella
Magnelli lascia il Pd ed entra in Italia Viva

Il presidente del circolo di Vaiano segue Matteo Renzi E con lui se ne vanno anche Mancini, Montini e Bartolini

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PRATO. C’è chi dice che in città non ci sarà una “scissione a rate”, chi afferma che il solo Matteo a Prato è quando si parla del sindaco Biffoni, chi, invece, guarda a Matteo Renzi e stacca il ticket per entrare in Italia Viva. Di certo a Prato e nel pratese non sembra che sul Pd stia cadendo la “slavina” Renzi. Omar Magnelli, però, 26 anni, giovane del Pd entrato nel 2015 al circolo di Vaiano, dopo la tre giorni della Leopolda numero 10 ha deciso; ieri prima con un comunicato poi a voce ha dichiarato che esce dal Partito Democratico ed entra in Italia Viva, la nuova formazione politica di Matteo Renzi e Maria Elena Boschi. «Francamente me lo aspettavo, non mi lascia stupefatta questa decisione di Omar – ha confermato Roberta Roberti, segretaria politica del circolo di Vaiano che conta 170 iscritti - Direi che proprio perché siamo democratici non possiamo che affermare che ognuno fa le sue scelte liberamente». Omar Magnelli non è stato fino a ieri un semplice iscritto, ma il presidente del circolo Pd di Vaiano ed è anche segretario dell’attuale sindaco Primo Bosi. Assieme ad Omar, uscendo dal direttivo locale del Pd ed entrando in Italia Viva ci sono altri tre giovani, Gloria Mancini, Raffaele Montini e Cinzia Bartolini. «Mi sono iscritto nel 2015 sulla scia di Renzi. E questa è la naturale conseguenza, sto con Matteo Renzi. Poi ci sono già altre persone che finora non hanno mai fatto politica a Vaiano che vogliono entrare in Italia Viva e mi hanno già contattato». «Per quanto mi riguarda abbiamo già in cantiere il progetto di campagne di sensibilizzazione sui temi dei diritti civili e Lgbt, sul rispetto dell’omosessualità e proporremo a Vaiano di installare le panchine arcobaleno». Omar Magnelli, per seguire i lavori della Leopolda 10, è rimasto tutti e tre i giorni a Firenze affittando un piccolo appartamento. Proprio per non rischiare di non entrare all'ex Stazione. A Prato, Andrea Dominijanni, responsabile di “Adesso Prato”, uno dei gruppi fino a qualche tempo fa più vicini all’ex premier di Rignano, ha tratto il dado. «No, ho deciso di rimanere nel Pd e non sono andato quest’anno alla Leopolda – dice Dominijanni – non nego che una alleanza strutturale del Pd col M5S va discussa in modo approfondito e con molti distinguo, ma resto con Matteo di Prato, che si chiama Biffoni». Andrea Dominijanni parla della rivalorizzazione di “Adesso Prato” che da ora in avanti sara’ più aperta a tutti, senza formalismi partitici, e che dovrà essere rilanciata per le proposte sulla città. Un “Adesso Prato” che potrebbe risucchiare i Comitati civici di Matteo Renzi. E sempre Andrea Dominijanni precisa che ora il gruppo pratese «non potrà più avere, come fu all’inizio, un orientamento renziano». A Prato, però, si parla di un avvicinamento di Antonio Longo, ex centrodestra, a Italia Viva, mentre sul versante del Montalbano, in modo particolare a Carmignano, Belinda Guazzini e Gianni Nicolosi, dopo aver lasciato la tessera del Partito Democratico nei giorni scorsi, preferiscono temporeggiare e rimanere in stand by.« Sono stata alla Leopolda tutti e tre i giorni, un effetto bellissimo e un meeting affascinante – precisa Belinda Guazzini che si è dimessa da poco da presidente del Consiglio comunale - ma aspettiamo. Sono tornata ad essere un consigliere comunale indipendente e voglio ben capire cosa diventi Italia Viva». Sulla stessa lunghezza d’onda Gianni Nicolosi, con un passato anche nel Psi, che da ha lasciato il Partito Democratico ma ancora non ha aderito a Italia Viva.«Mi sembra che non ci siano emorragie, semmai qualche iscritto che liberamente per le sue convinzioni abbraccia Italia Viva. Chi è nato con Matteo Renzi lo segue, ma non mi sembrano numeri significativi», chiosa il segretario provinciale dei democratici, Gabriele Bosi. —

Alessandro Formichella

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