Il presidio
Le donne delle pulizie in agitazione
Precarie anche da 25 anni nelle scuole pratesi, vogliono diventare bidelle: cinque di loro sono andate a Roma a protestare insieme al sindacato Filcmas Cgil
PRATO. Una vita in bilico fra spazzoloni, cambi di appalto, aule e scale da pulire. Sono tutte donne, precarie anche da 25 anni, che assicurano un servizio negli istituti Gramsci-Keynes, Dagomari, Livi e Copernico. Una di loro, a 62 anni, s’è rimessa persino a studiare per prendere la licenza di terza media ed essere in regola con i requisiti. Questo e altro, pur di ottenere l’internalizzazione nel mondo della scuola e passare così alle dipendenze del ministero della Pubblica istruzione.
Ma per quindici addette alla pulizia e alla sorveglianza nelle scuole in appalto, assunte dalla Dussmann Service per lavorare in quattro istituti superiori della città (nelle altre provvede il personale Ata), questo sogno potrebbe infrangersi. Cinque di loro sono andate a Roma martedì scorso insieme alla Filcams Cgil, il sindacato che li accompagna in questo percorso di stabilizzazione sotto il cappello del Miur: in pratica, le addette alle pulizie verrebbero parificate alle figure dei custodi attraverso una graduatoria per titoli (terza media e un’anzianità minima di dieci anni).
«Un traguardo che arriverà il primo gennaio 2020 dopo anni di lotte ma che per qualche lavoratrice sarà precluso – spiega Nunzio Martino, sindacalista della Filcams-Cgil di Prato – Il bando statale non ha la copertura necessaria per tutte le assunzioni». In pratica, le risorse statali bastano per assumere oltre 10mila persone con determinati requisiti, a fronte delle 16mila persone che lavorano in questo settore. Indispensabile avere almeno la licenza media per partecipare.
Chi non l’aveva, s’è messo giustamente in regola con la scuola dell’obbligo. Perché può capitare di arrivare a sessant’anni e, soprattutto in certi contesti, non avere avuto le stesse possibilità di frequentare la scuola dell’obbligo. In attesa di risposte da Roma, lo stato di agitazione sindacale va avanti. Anche perché queste lavoratrici sono in mezzo a due fuochi: da una parte il licenziamento collettivo da parte del datore di lavoro, dall’altra il rischio che slitti l’internalizzazione.
«Lavoratrici che vengono da appalti storici, ognuna con una storia personale – prosegue Martino – Bisogna trovare una risposta complessiva al tema della precarietà». Oltre alle pulizie in quattro istituti superiori, a Prato il colosso tedesco Dussmann Service gestisce i servizi della mensa nell’ospedale vecchio, la fornitura dei pasti a Villa Fiorita e nelle scuole di Montemurlo.
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