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Luci al Soccorso, così rinasce il quartiere delle tante etnie

Fabrizia Prota
Luci al Soccorso, così rinasce il quartiere delle tante etnie

Sabato e domenica spazio alla creatività con tante iniziative a cura di Cut E per una sera riaprirà anche il cinema Astra, chiuso ormai da 15 anni

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prato. Arte contemporanea e riqualificazione urbana si incontrano al Soccorso. Sabato e domenica è in programma infatti il Festival Quartiere Soccorso, promosso dall’associazione Cut – Circuito Urbano Temporaneo, con il contributo della Regione Toscana e il patrocinio del Comune di Prato: due giorni alla scoperta del quartiere raccontato dallo sguardo di diversi artisti. Le loro installazioni riempiranno gli spazi del Soccorso, portando luci, colori e suoni tra le strade e i palazzi.

«I vuoti urbani del quartiere saranno riempiti dalla creatività – spiega Stefania Rinaldi, presidente di Cut – con l’auspicio che questa venga seguita poi da una serie di attività. L’obiettivo è riqualificare il quartiere rendendo la periferia una zona possibile, non problematica. E lo facciamo intercettando le comunità, aumentando la sicurezza, illuminando la zona e incoraggiando un turismo lento». Così le foto di Maruska Tonioni, riprodotte su grandi stampe, “invaderanno” il quartiere, facendo la loro comparsa sui muri dei palazzi e in spazi interni, messi a disposizione da privati. L’artista per 6 mesi ha realizzato una mappatura fotografica del Soccorso, ritraendo i suoi luoghi e abitanti. I risultati del lavoro saranno quindi esposti nel quartiere, che diventerà una grande galleria diffusa. Per goderli al meglio, sabato alle 18 e domenica alle 10.30 è in programma una passeggiata collettiva, con partenza dai giardini di via del Purgatorio (dietro le scuole Collodi), riqualificati a inizio 2019 da Cut insieme a Riciclidea.

Per l’occasione riaprirà le sue porte, per una sera, il cinema Astra. La sala di via Milano, chiusa da 15 anni, dalle 19 sarà animata dalle installazioni luminose della designer Elena Degl’Innocenti, studiate apposta per l’ex cinema, che prenderà così nuova vita grazie al videomapping, in collaborazione con MBVision, con il videomaker Andrea Foligni (che ha raccontato in video anche la creazione del festival), il sound designer Alessio Dufur e il fotografo Simone Ridi. Dalle 19.30 poi, nei giardini di via Carlo Marx, alla bocciofila, via all’aperitivo condiviso, a cura del comitato di riqualificazione del Soccorso: l’invito è quello di portare qualcosa da mangiare o da bere da condividere con gli altri, senza dimenticare le proprie stoviglie, dato che l’aperitivo è plastic free. Anche il giardino sarà illuminato con installazioni artistiche, con il bocciodromo che cambierà colore, e “sonorizzato” grazie all’artista Alessio Dufur, che ha registrato i suoni del quartiere e li ha mixati insieme dando vita a una creazione musicale.

Sabato sera saranno anche presentati i risultati del workshop “Mapping Soccorso”, che ha visto la partecipazione di diversi giovani creativi, guidati dall’illustratrice Laura La Came, che, dopo essersi calati per tre giorni nella realtà del quartiere, ne hanno realizzato una mappa illustrata, la “Soccorso SlowMap”. La mappa sarà consegnata ai partecipanti al festival.

«Il Soccorso è un quartiere molto complesso – afferma Stefania Rinaldi di Cut – in cui convivono tantissime etnie. Il nostro obiettivo è creare delle attività diverse e dare un’attenzione maggiore alla periferia. E i risultati del percorso intrapreso (anche con progetti precedenti, come quello dei Giardini di prossimità, ndr) già si vedono. Gli artisti tornano volentieri a raccontare il quartiere e lo “hanno portato” anche fuori dalla città». L’associazione è già al lavoro per un nuovo progetto previsto per il 2020. —

Fabrizia Prota

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