A Prato uno studente su quattro è straniero
Sono ben otto gli istituti della provincia dove gli alunni che non hanno cittadinanza italiana sono la maggioranza. L’assessore Santi: "Sì allo ius culturae"
PRATO. È Prato la città italiana con il più alto tasso percentuale di studenti stranieri nella scuola dell’obbligo. Con il 24,5% di ragazzi stranieri fra i banchi, circa un quarto di tutta la popolazione scolastica che è di oltre 30.000 ragazzi dalle elementari alle medie superiori, città e provincia sono in testa alla classifica nazionale, davanti alle province di Piacenza, Mantova, Brescia, Asti e Lodi. Tutte città concentrate fra il centro e il nord Italia. È l’Emilia Romagna, invece, la regione ad avere il numero più alto di studenti stranieri (oltre 210.000 fra ragazzi e adolescenti) con il 15,8%, mentre la Toscana si attesta al 13,1% dell’intero esercito di zainetti e quaderni.
Prato supera le città della Lombardia, dove l’incidenza di alunni stranieri nel percorso scolastico è fra le più alte a livello nazionale. La popolazione degli studenti stranieri ha la sua punta maggiore fra i ragazzi orientali, i cinesi rappresentano il 56,4%, gli albanesi il 16,2%. Le nazionalità meno rappresentate sono quelle nigeriane e bengalesi, rispettivamente con il 2,%3 e l’1%. . È un mondo di colori diversi, quello della scuola pratese che pone la città come il maggiore laboratorio in Italia sulle diversità culturali e la scuola come potenziale motore di integrazione. I problemi non mancano, lo dice l’assessore alla pubblica istruzione Ilaria Santi. «L’abbandono scolastico e comunque la difficoltà dei ragazzi stranieri in modo particolare nelle scuole superiori ad andare avanti nel superamento delle classi di studio, è un problema effettivo. Qui, in questo laboratorio che è la città da questo punto di vista, la scuola ha la necessità di modificarsi anche rispetto a soli 3 anni fa per riuscire ad affrontare con nuove modalità didattiche, la crescita scolastica e formativa dei ragazzi stranieri».
Un mondo parallelo, quello degli studenti stranieri, che spesso si integra sia nella scuola sia con gli altri ragazzi italiani ma che a volte, invece, fa fatica percependo la scuola italiana come un obbligo e non come una reale opportunità di crescita formativa. «In una città come Prato i modelli scolastici devono modificarsi spesso proprio per riuscire a integrare sempre di più gli studenti stranieri», dice ancora l’assessore Ilaria Santi. Una cosa è certa, Prato negli ultimi quindici anni ha visto solo crescere la popolazione scolastica e «qui, caso fra i pochi – continua l’assessore alla pubblica istruzione – non abbiamo mai assistito alla decrescita. Anzi».
La maggior parte degli alunni con cittadinanza non italiana (dati di fine anno scolastico 2017/18) frequenta la scuola elementare (4.111 unità, pari al 48%); nella distribuzione per ordine di scolarità seguono le scuole medie inferiori (2.249 alunni, 28,6%) e le medie superiori (1.998 alunni, 23,3%). La percentuale più elevata di alunni stranieri sul totale degli iscritti si registra nella scuola elementare (31,8%). E addirittura la quota di alunni stranieri supera il 50% in ben otto scuole della città e provincia: scuola Fabio Filzi (72,3%; 102 alunni stranieri su 141 iscritti), scuola Cesare Guasti (68,6%), scuola Collodi (67,5%), scuola Borgonuovo (65,6%), scuola Don Milani (63,3%), scuola Mascagni (62%) e Frosini (56,9%) nel comune di Prato, stessa cosa per la scuola primaria Anna Frank a Montemurlo (57,8%).
In valori assoluti le scuole primarie con più alunni stranieri sono Collodi (336 unità su un totale di 498 iscritti) e Ciliani (328 unità su 683). Cambia il mondo e cambia la città e torna il tema del diritto alla cittadinanza, che con un quadro così importante di alunni stranieri fa chiamare al diritto dello “ius culturae”. «Senza dubbio – conclude l’assessore Ilaria Santi – una riforma che approverei immediatamente». —
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