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Prato

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A Prato uno studente su quattro è straniero

Alessandro Formichella
La scuola elementare Cesare Guasti, qui in una foto scattata il primo giorno di scuola di qualche anno fa, è una di quelle dove gli alunni stranieri superano gli italiani (foto d'archivio)
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La scuola elementare Cesare Guasti, qui in una foto scattata il primo giorno di scuola di qualche anno fa, è una di quelle dove gli alunni stranieri superano gli italiani (foto d'archivio)

Sono ben otto gli istituti della provincia dove gli alunni che non hanno cittadinanza italiana sono la maggioranza. L’assessore Santi: "Sì allo ius culturae"

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PRATO. È Prato la città italiana con il più alto tasso percentuale di studenti stranieri nella scuola dell’obbligo. Con il 24,5% di ragazzi stranieri fra i banchi, circa un quarto di tutta la popolazione scolastica che è di oltre 30.000 ragazzi dalle elementari alle medie superiori, città e provincia sono in testa alla classifica nazionale, davanti alle province di Piacenza, Mantova, Brescia, Asti e Lodi. Tutte città concentrate fra il centro e il nord Italia. È l’Emilia Romagna, invece, la regione ad avere il numero più alto di studenti stranieri (oltre 210.000 fra ragazzi e adolescenti) con il 15,8%, mentre la Toscana si attesta al 13,1% dell’intero esercito di zainetti e quaderni.

Prato supera le città della Lombardia, dove l’incidenza di alunni stranieri nel percorso scolastico è fra le più alte a livello nazionale. La popolazione degli studenti stranieri ha la sua punta maggiore fra i ragazzi orientali, i cinesi rappresentano il 56,4%, gli albanesi il 16,2%. Le nazionalità meno rappresentate sono quelle nigeriane e bengalesi, rispettivamente con il 2,%3 e l’1%. . È un mondo di colori diversi, quello della scuola pratese che pone la città come il maggiore laboratorio in Italia sulle diversità culturali e la scuola come potenziale motore di integrazione. I problemi non mancano, lo dice l’assessore alla pubblica istruzione Ilaria Santi. «L’abbandono scolastico e comunque la difficoltà dei ragazzi stranieri in modo particolare nelle scuole superiori ad andare avanti nel superamento delle classi di studio, è un problema effettivo. Qui, in questo laboratorio che è la città da questo punto di vista, la scuola ha la necessità di modificarsi anche rispetto a soli 3 anni fa per riuscire ad affrontare con nuove modalità didattiche, la crescita scolastica e formativa dei ragazzi stranieri».

Un mondo parallelo, quello degli studenti stranieri, che spesso si integra sia nella scuola sia con gli altri ragazzi italiani ma che a volte, invece, fa fatica percependo la scuola italiana come un obbligo e non come una reale opportunità di crescita formativa. «In una città come Prato i modelli scolastici devono modificarsi spesso proprio per riuscire a integrare sempre di più gli studenti stranieri», dice ancora l’assessore Ilaria Santi. Una cosa è certa, Prato negli ultimi quindici anni ha visto solo crescere la popolazione scolastica e «qui, caso fra i pochi – continua l’assessore alla pubblica istruzione – non abbiamo mai assistito alla decrescita. Anzi».

La maggior parte degli alunni con cittadinanza non italiana (dati di fine anno scolastico 2017/18) frequenta la scuola elementare (4.111 unità, pari al 48%); nella distribuzione per ordine di scolarità seguono le scuole medie inferiori (2.249 alunni, 28,6%) e le medie superiori (1.998 alunni, 23,3%). La percentuale più elevata di alunni stranieri sul totale degli iscritti si registra nella scuola elementare (31,8%). E addirittura la quota di alunni stranieri supera il 50% in ben otto scuole della città e provincia: scuola Fabio Filzi (72,3%; 102 alunni stranieri su 141 iscritti), scuola Cesare Guasti (68,6%), scuola Collodi (67,5%), scuola Borgonuovo (65,6%), scuola Don Milani (63,3%), scuola Mascagni (62%) e Frosini (56,9%) nel comune di Prato, stessa cosa per la scuola primaria Anna Frank a Montemurlo (57,8%).

In valori assoluti le scuole primarie con più alunni stranieri sono Collodi (336 unità su un totale di 498 iscritti) e Ciliani (328 unità su 683). Cambia il mondo e cambia la città e torna il tema del diritto alla cittadinanza, che con un quadro così importante di alunni stranieri fa chiamare al diritto dello “ius culturae”. «Senza dubbio – conclude l’assessore Ilaria Santi – una riforma che approverei immediatamente». —

 

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