Italia
Non siamo più la capitale italiana del riciclaggio
Prato crolla nella classifica del Sole 24 Ore sul lavaggio dei soldi sporchi, ma resta in alto per gli scippi e la droga
PRATO. L’anno scorso eravamo la capitale italiana del riciclaggio di denaro sporco; quest’anno siamo al centesimo posto. Basterebbe questo solo dato per consigliare di prendere con le molle le classifiche sulla criminalità. Quella pubblicata ieri dal Sole 24 Ore ci dice che Prato è ancora molto in alto nella classifica nazionale, ma c’è un leggero miglioramento. L’anno scorso eravamo sesti, quest’anno settimi. Ma è il dato sul riciclaggio che fa riflettere. Nel 2017, infatti, la provincia di Prato risultava al primo posto con quasi 40 denunce ogni 100.000 abitanti.
Passati 12 mesi, la situazione è drasticamente cambiata: 100° posto in Italia con 0,39 denunce ogni 100.000 abitanti. È probabilmente l’effetto di indagini che hanno prodotto risultati nel 2017 e, cessate le quali, la situazione è tornata alla normalità.. A preoccupare, invece, sono i numeri sullo spaccio di droga e sugli scippi (una “eccellenza” pratese quest’ultima ormai da molti anni). Sugli stupefacenti Prato è al quarto posto in Italia con 109 denunce ogni 100.000 abitanti, in aumento del 22%. Sugli scippi Prato è decima in Italia con 35 denunce ogni 100.000 abitanti, ma in questo caso in caldo del 19%.
Nelle altre categorie la provincia rientra quasi sempre nelle medie italiane. Complessivamente i reati sono in calo del 2,6% (erano già calati del 10% l’anno precedente), in linea con il calo del 2,4% a livello nazionale.Ogni giorno a Prato vengono denunciati 36 reati, per un totale alla fine dell’anno di 13.340 denunce.
Per quanto riguarda le rapine, la provincia si colloca al 14° posto con 134 denunce totali. Ventesimo posto per i furti in abitazione e 28° per i furti nei negozi, mentre per i furti di auto siamo a metà classifica (50° posto). Nonostante il calo dei reati, la Lega parla di «pessime e fallimentari politiche sulla sicurezza adottate dall’amministrazione di sinistra di Prato».
La Cgil: «Troppo pochi gli operatori in Tribunale». «Il leggero miglioramento dell’infausta classifica nazionale dei reati denunciati a Prato rispetto all’anno precedente non è certamente riferibile alla numerosità – ancora irrisoria – degli addetti amministrativi del Tribunale». Secondo la Funzione pubblica della Cgil di Prato la fotografia del Sole 24 Ore secondo cui a Prato sono stati denunciati 13.340 reati nel 2018 – in decrescita rispetto all’anno precedente – deve essere messa in relazione, per comprendere il fenomeno, con la consistenza della pianta organica effettiva del Tribunale che conta 44 unità di personale tra funzionari, cancellieri, assistenti giudiziari, operatori e ausiliari.
«Se al Tribunale di Prato ci si occupasse soltanto di processo penale si potrebbe far conto su 3 operatori ogni 1000 reati denunciati e portati a giudizio contro i 4 e mezzo di Livorno, i 5 di Lucca. Pistoia e Siena, i 5 e mezzo di Grosseto e Arezzo»
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